22.III.1936.

Arrivata a Varsavia, entrai un momento nella piccola cappellina a ringraziare il Signore per aver fatto un buon viaggio. Inoltre Lo pregai di concedermi l'aiuto e le grazie per tutto ciò che qui mi attendeva, affidandomi in tutto alla Sua santa volontà. Udii queste parole: «Non temere nulla, tutti gli ostacoli servono a far realizzare la Mia volontà ». Il 23 marzo. La mattina, durante la meditazione, m'investì la presenza di Dio in maniera particolare, mentre riflettevo sulla grandezza incommensurabile di Dio e nello stesso tempo sul Suo abbassarsi fino ad una creatura. Ad un tratto vidi la Madonna che mi disse: « Oh, quanto è cara a Dio l'anima che segue fedelmente l'ispirazione della Sua grazia! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto. Oh, quel giorno sarà tremendo! E stato stabilito il giorno della giustizia (cfr. At 17,31), il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli. Parla alle anime di questa grande Misericordia, fino a quando dura il tempo della pietà. Se tu ora taci, in quel giorno tremendo dovrai rispondere di un gran numero di anime. Non aver paura di nulla; sii fedele fino alla fine. Io ti accompagno con la mia tenerezza ». Quando giunsi a Walendow, una Suora alutandomi mi disse: «Adesso che è arrivata qui lei, sorella, le cose andranno tutte bene ». La domandai, e Perché dice questo, sorella? ». Ed essa mi rispose che lo sentiva dentro di sé. Quella cara anima è piena di semplicità e molto amata dal Cuore di Gesù. Effettivamente quella casa era in condizioni di estremo disagio... Non starò qui a ricordare tutto. La confessione. Mentre mi preparavo alla confessione, dissi a Gesù nascosto nei SS.mo Sacramento: « Gesù, Te ne prego, parlami per bocca di questo sacerdote e per me il segno sarà questo: egli naturalmente non sa nulla del fatto che Tu, o Gesù, vuoi da me questa fondazione della Misericordia. Fa' in modo che mi dica qualche cosa sulla Misericordia ». Quando mi accostai al confessionale e cominciai la confessione, il sacerdote m'interruppe la confessione e cominciò a parlare della grande Misericordia di Dio e lo fece con tale vigore che non m'era mai capitato di sentirlo a quel modo e poi mi chiese: e Lo sa che la Misericordia del Signore è al di sopra di tutte le Sue opere, che è il coronamento delle Sue opere? ». Ed io ascoltai attentamente quelle parole che il Signore mi disse per bocca di quel sacerdote. Benché io creda che sempre in confessionale Iddio parli per bocca del sacerdote, in quel caso però l'ho constatato in modo singolare. Benché non avessi svelato nulla della vita di Dio che c'è nella mia anima, e mi fossi accusata solo delle mancanze commesse, tuttavia quel sacerdote mi disse molto di sua iniziativa di quello che c'è nella mia anima e fra l'altro che ero tenuta ad essere fedele alle ispirazioni di Dio. Mi disse: Andrà attraverso la vita in compagnia della Madonna, che ha risposto fedelmente ad ogni ispirazione di Dio. O mio Gesù, chi riuscirà a comprendere la Tua bontà? O Gesù, allontana da me i pensieri che non concordano con la Tua volontà. Riconosco che nulla mi lega più a questa terra, se non quest'opera della Misericordia. Giovedì. Durante l'adorazione serale, ho visto Gesù flagellato e torturato, che mi ha detto: Figlia Mia, desidero che fin nelle più piccole cose dipenda dal confessore. I tuoi più grandi sacrifici non Mi piacciono, se li compi senza il permesso del confessore, mentre al contrario il più piccolo sacrificio ha una grande importanza ai Miei occhi, se è fatto col permesso del confessore. Le più grandi opere sono senza importanza ai Miei occhi se sono frutto del proprio arbitrio, e spesso non s'accordano con la Mia volontà e meritano piuttosto un castigo e non un premio; mentre la tua più piccola azione fatta col permesso del confessore, è gradita ai Miei occhi e Mi è immensamente cara. Convinciti bene di questo per sempre. Vigila incessantemente, poiché tutto l'inferno si sta impegnando in tutti modi contro di te, a causa di quest'opera, poiché molte anime si allontaneranno dalla bocca dell'inferno e glorificheranno la Mia Misericordia. Ma non temere nulla, poiché Io sono con te; sappi che da sola non puoi fare nulla. Il primo venerdì del mese, prima della Comunione, vidi una grande pisside piena di Ostie consacrate. Una mano posò quella pisside vicino a me e la presi in mano. In essa c'erano mille Ostie viventi. Ad un tratto udii una voce: « Queste Ostie sono ricevute dalle anime, per le quali hai ottenuto la grazia di una sincera conversione durante questa Quaresima ». Ed eravamo ad una settimana prima del Venerdì Santo. Trascorsi quel giorno in un profondo raccoglimento interiore, annientandomi per il bene delle anime. Oh, che gioia annientarsi a vantaggio delle anime immortali! So che il chicco di grano, per diventare alimento, deve essere distrutto e stritolato fra le macine, così anch'io, affinché diventi utile alla Chiesa ed alle anime, devo essere annientata, benché nessuno all'esterno si accorga del mio sacrificio. O Gesù, voglio essere nascosta all'esterno come quest'ostia, nella quale l'occhio non distingue nulla e anch'io sono un'ostia consacrata a Te. La Domenica delle Palme. In questa domenica ho sperimentato in modo particolare i sentimenti del dolcissimo Cuore di Gesù. Il mio spirito era là dov'era Gesù. Ho visto Gesù seduto sull'asinello, e i discepoli ed una grande folla che andava assieme a Gesù tutta festante con dei rami in mano. Ed alcuni li gettavano sotto i piedi dove passava Gesù, ed altri tenevano i rami in alto agitandosi e saltando davanti al Signore e non sapevano che fare dalla gioia. E vidi un'altra folla che usciva incontro a Gesù, anche loro coi volti sorridenti e con rami in mano e gridavano in continuazione dalla gioia e c'erano anche dei bambini piccoli, ma Gesù era molto serio. Ed il Signore mi fece conoscere quanto soffri in quelle circostanze. E in quel momento non vidi nient'altro all'infuori di Gesù che aveva il cuore gonfio per l'ingratitudine. La confessione trimestrale. Il Padre Bukowski. Quando una misteriosa forza interiore mi sollecitò nuovamente, affinché non rinviassi oltre questa causa, non trovando pace, ne parlai al confessore Padre Bukowski, dicendogli che ormai non potevo attendere più a lungo. Il Padre mi rispose: «Sorella, questa è un'illusione, Gesù non può esigere questo, lei ha i voti perpetui, è tutta un'illusione. Lei, sorella, sta inventando qualche eresia ». E gridava contro di me quasi con tutta la voce che aveva. Chiesi se era tutto illusione. Mi rispose: «Tutto ». « E allora come debbo comportarmi d'ora innanzi, la prego di dirmelo ». « Ecco qua, lei, sorella, non deve seguire nessuna ispirazione, deve distrarsi, non badare affatto a quello che udrà nell'anima, cercare di adempiere bene i propri doveri esterni e non pensare per niente a queste cose, vivere in completa distrazione>> Risposi: « Va bene, poiché finora mi sono regolata secondo la mia coscienza; ma ora, dato che lei mi ordina di non far caso al mio intimo, non lo farò ». E disse: « Se Gesù le dirà di nuovo qualche cosa, la prego di riferirmela, ma lei non deve farla ». Risposi: « Cercherò di essere obbediente ». Non so da dove il Padre abbia preso tanta severità. Quando m'allontanai dal confessionale, tutto un groviglio di pensieri oppresse la mia anima. A che scopo essere sincera? In fin dei conti, quello che ho detto non sono peccati e perciò non ero obbligata a parlarne al confessore. E ancora, com'è bello che non devo più badare al mio intimo, purché vadano bene le cose all'esterno. Ora non ho più bisogno di badare a niente. In realtà fin da ora non dovrò più seguire certe voci interiori, che talvolta mi costano tante umiliazioni. Ma di nuovo un misterioso dolore compresse la mia anima: allora non potrò più trattare familiarmente con Colui al quale anelo così ardentemente? Colui che è tutta la forza della mia anima? Cominciai a gridare: « Da chi andrò, o Gesù? ». Ma dal momento della proibizione del confessore, delle fitte tenebre son cadute sulla mia anima. Ho paura di sentire qualche voce interiore, per non infrangere la proibizione del confessore, d'altra parte agonizzo di nostalgia per Iddio. Il mio intimo è dilaniato, non avendo la mia volontà, ma sono affidata totalmente a Dio. Questo avveniva il Mercoledì Santo, la sofferenza aumentò maggiormente il Giovedì Santo. Quando giunsi alla meditazione, entrai in una specie di agonia, non sentivo la presenza di Dio, ma tutta la giustizia di Dio gravava sopra di me. Mi vidi quasi annientata per i peccati del mondo. Satana cominciò a scherzarmi: « Ecco qua, d'ora in poi non ti interesserai più di anime. Vedi che ricompensa ne hai. Nessuno ti crederà che questo lo vuole Gesù. Guarda come soffri adesso e quello che soffrirai ancora. Dopo tutto, il confessore ti ha liberato fin d'ora da tutto questo ». Adesso posso vivere come mi pare, purché vada bene all'esterno. Questi pensieri terribili mi tormentarono per un'ora intera. Quando s'avvicinò il momento della santa Messa un dolore mi strinse il cuore: io dovrei uscire dalla Congregazione? E dato che il Padre mi ha parlato di eresia, dovrei staccarmi dalla Chiesa? Con voce interiore e dolorosa gridai al Signore: « Gesù, salvami! ». Ma nemmeno un raggio di luce entrò nella mia anima e sentii che le forze mi abbandonavano, come se avvenisse la separazione del corpo dall'anima. Mi sottomisi alla volontà di Dio e ripetei: avvenga di me, o Dio, quello che hai stabilito, ormai in me non c'è più nulla di mio. All'improvviso s'impossessò di me la presenza di Dio e mi penetrò da una parte all'altra fino al midollo delle ossa. Era il momento di accostarsi alla santa Comunione. Un istante dopo la santa Comunione persi la cognizione di tutto ciò che mi circondava e del luogo dove mi trovavo. Ad un tratto vidi Gesù, così come è dipinto nell'immagine, che mi disse: « Dì al confessore che quest'opera è Mia e Mi servo di te come di un misero strumento». E dissi: « Gesù, io non posso far nulla di quello che mi ordini, poiché il confessore mi ha detto che tutto questo è un'illusione e non debbo dar retta ai Tuoi ordini, io perciò non farò nulla di quello che ora mi raccomanderai. Scusami, Signore, ma a me non è permesso nulla, debbo ubbidire al confessore. Gesù, Ti chiedo perdono nel modo più sentito, Tu sai quello che sto soffrendo per questo motivo, ma purtroppo, Gesù, il confessore mi ha proibito di eseguire i Tuoi ordini». Gesù ascoltò con amabilità e soddisfazione queste mie argomentazioni e lamentele. Io pensavo che ciò avrebbe offeso molto Gesù e invece, al contrario, Gesù era contento e mi disse amabilmente: « Riferisci sempre al confessore tutto ciò che Io ti raccomando e quello di cui parlo con te e fa' soltanto quello per cui ottieni il permesso. Non ti turbare e non aver paura di nulla, Io sono con te ». La mia anima fu ripiena di gioia e svanirono tutti i pensieri che la tormentavano, mentre entrarono nell'anima la certezza ed il coraggio. Un momento dopo però fui investita dai tormenti che Gesù soffri nell'Orto degli Ulivi. Questo durò fino al venerdì mattina. Il venerdì sperimentai la Passione di Gesù, ma già in un modo diverso. In quel giorno giunse da noi da Derdy il Padre Bukowski. Una forza misteriosa mi ingiunse di andare a confessarmi e di dire tutto quello che mi era capitato e quello che mi aveva detto Gesù. Il Padre era completamente cambiato e mi disse: Non abbia paura di nulla, sorella, non le capiterà nulla di male, poiché Gesù non lo permetterà. Dato che lei è obbediente e in questa disposizione d'animo, la prego di non preoccuparsi di nulla. Iddio troverà il modo di realizzare quest'opera, abbia sempre questa semplicità e sincerità e dica tutto alla Madre Generale. Quello che le avevo detto è stato per metterla in guardia, sorella, poiché capitano illusioni anche in persone sante. A queste cose può talvolta mischiarsi qualche suggerimento del diavolo, e proveniente alle volte anche da noi stessi, perciò deve essere prudente. Lei, sorella, continui a comportarsi come ha fatto finora. Lei ha visto che Gesù non si è adirato per questo. Può ripetere queste poche cose, che sono successe ora, al suo confessore fisso. Una cosa l'ho capita, che debbo pregare molto per ogni confessore, perché lo Spirito Santo lo illumini, poiché quando mi accosto al confessionale e prima non ho pregato fervorosamente, il confessore mi capisce poco. Questo Padre mi esortò a pregare con fervore secondo questa intenzione, perché Dio faccia conoscere e comprendere meglio le cose che vuole da me. « Sorella, faccia una novena dietro l'altra e Dio non rifiuterà la grazia ». Venerdì Santo. Alle tre vidi Gesù Crocifisso che mi guardava e disse: « Ho sete ». Ad un tratto vidi che dal Suo costato uscirono gli stessi due raggi che sono nell'immagine. Nello stesso momento sentii nell'anima un gran desiderio di salvare le anime e di annientarmi per i poveri peccatori. Assieme a Gesù agonizzante mi offrii all'Eterno Padre per la salvezza del mondo. Con Gesù, per Gesù e in Gesù sono unita a Te, o Eterno Padre. Il Venerdì Santo, Gesù soffri in modo diverso nell'anima, da come aveva sofferto il Giovedì. La S. Messa della Resurrezione.

12.IV.1936.

Quando entrai nella cappella, il mio spirito s'immerse in Dio, unico mio Tesoro. La Sua presenza mi inondò. O mio Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, fortificami, illuminami in questi difficili momenti della mia vita; non attendo aiuto dagli uomini, ogni mia speranza è riposta in Te. Sento che sono sola di fronte alle Tue richieste, Signore. Nonostante i timori e l'avversione della natura, compio la Tua santa volontà e desidero compierla nella maniera più fedele per tutta la vita e nell'ora della morte. Gesù, con Te posso tutto, fa, di me quello che Ti piace, dammi soltanto il Tuo Cuore misericordioso e sarà sufficiente per me. O Gesù e Signore mio, aiutami, avvenga di me quello che hai stabilito prima dei secoli; sono pronta ad ogni cenno della Tua santa volontà. Illumina la mia mente, in modo che io possa conoscere qual è la Tua santa volontà. O Dio, che scruti nel profondo la mia anima, Tu lo sai che non desidero altro all'infuori della Tua gloria. O volontà divina, delizia del mio cuore, nutrimento della mia anima, luce del mio intelletto, forza onnipotente della mia volontà, poiché quando sono unita alla Tua volontà, Signore, la Tua potenza agisce in me e prende il posto della mia volontà. Ogni giorno cerco di compiere i desideri di Dio. O Dio incomprensibile, quanto è grande la Tua Misericordia! Oltrepassa ogni concezione umana ed angelica messe assieme. Tutti gli angeli e gli uomini sono usciti dalle viscere della Tua Misericordia. La Misericordia è il fiore dell'amore, Dio è amore, la Misericordia è la Sua azione, nell'amore ha il suo inizio, nella Misericordia la sua manifestazione. Ovunque io guardi, tutto mi parla della Sua Misericordia, anche la stessa giustizia di Dio mi parla della Sua infinita Misericordia, poiché la giustizia deriva dall'amore. Ad una parola faccio attenzione, e con quest'unica parola faccio sempre i conti e questa parola per me è tutto, di essa vivo e con essa muoio, essa è la santa volontà di Dio. Essa è il mio nutrimento quotidiano, tutta la mia anima è tesa ad ascoltare i desideri di Dio. Compio sempre quello che vuole Dio da me, sebbene qualche volta la mia natura frema e senta che la grandezza delle richieste supera le mie forze. So bene chi sono da me stessa, ma so anche quello che è la grazia di Dio che mi sostiene.

25.IV.1936.

Walendòw. La sofferenza della mia anima quel giorno fu così acuta, come m'era capitato raramente. Fin dal mattino sentii quasi il distacco del corpo dall'anima, sentii che Dio mi penetrava da parte a parte, sentii tutta la giustizia di Dio in me, sentii che ero sola davanti a Dio. Pensai che una parola del direttore spirituale mi avrebbe tranquillizzata completamente. Ma che fare? Egli qui non c'era. Ad ogni modo decisi di cercare luce nella santa confessione. Quando svelai la mia anima, quel sacerdote ebbe paura di continuare ad ascoltare la mia confessione e questo mi provocò una sofferenza ancora maggiore. Quando avverto la timidezza di qualche sacerdote, non riesco ad ottenere affatto la tranquillità interiore, perciò ho deciso che farò in modo di rivelare la mia anima in tutto, dalle cose più grandi alla più piccola soltanto al direttore spirituale e di attenermi strettamente alle sue indicazioni. Ora comprendo che la confessione è soltanto la dichiarazione dei peccati, mentre la direzione spirituale è completamente un'altra cosa. Ma non voglio parlare di questo. Desidero raccontare una cosa singolare, che mi è capitata per la prima volta. Quando il confessore cominciò a parlarmi, non capii nemmeno una parola. All'improvviso vidi Gesù Crocifisso, che mi disse: «Cerca la forza e la luce nella mia Passione ». Terminata la confessione, meditai la tremenda Passione di Gesù e compresi che quello che soffrivo era nulla a confronto della Passione del Salvatore ed ogni anche più piccola imperfezione era stata la causa di quella tremenda Passione. Tutto ad un tratto la mia anima fu presa da un grande pentimento e solo allora sentii che ero nel mare sconfinato della Misericordia di Dio. Oh, quante poche parole ho per esprimere quello che ho vissuto! Sentii che ero come una goccia di rugiada assorbita nel profondo dell'oceano sconfinato della Misericordia di Dio.

11 maggio 1936.

Sono arrivata a Cracovia e sono contenta, perché ora potrò fare tutto quello che Gesù richiede. Un certo momento m'incontrai con Padre Andrasz e, dopo avergli detto tutto, ottenni questa risposta: « Sorella, preghi fino al giorno della festa del Sacro Cuore e vi aggiunga anche una qualche mortificazione, e nel giorno del Sacro Cuore le darò la risposta ». Ma un certo giorno udii nell'anima questa voce: Non aver paura di nulla; Io sono con te. E dopo queste parole avvertii nell'anima una così forte sollecitazione, che non attesi la festa del Sacro Cuore, ma in confessione dichiarai che lasciavo la Congregazione. Il Padre mi rispose: « Se lei ha deciso da sola, da sola prenda la responsabilità per sé, perciò vada pure ». Mi rallegrai, perché ormai sarei uscita. La mattina del giorno dopo tutto ad un tratto mi abbandonò la presenza di Dio, fitte tenebre invasero la mia anima, non riuscivo a pregate. In seguito a questo improvviso abbandono da parte di Dio, decisi di rinviare per un po' questa causa, finché non avessi consultato il Padre. Padre Andrasz mi disse che cambiamenti del genere capitano spesso nelle anime e che questo non è un impedimento ad agire. La Madre Generale, quando le parlai di tutto quello che era successo, mi disse queste parole: « Sorella, io la chiudo nel tabernacolo con Gesù, ovunque andrà uscendo di lì, sarà volontà di Dio ».

19 giugno 1936


Quando andammo dai Gesuiti per la processione del Sacro Cuore, durante i vespri, gli stessi raggi come sono dipinti nell'immagine, li vidi uscire dall'Ostia santissima. La mia anima fu presa da una grande nostalgia per Dio


Giugno 1936


Colloquio con Padre Andrasz.
« Sappia che queste cose sono difficili e gravide di responsabilità. Il suo direttore principale è lo Spirito Santo. Noi possiamo soltanto indirizzare queste ispirazioni; ma il suo vero direttore è lo Spirito Santo. Se lei, sorella, di sua iniziativa ha deciso di uscire, io né glielo proibisco né glielo ordino, lei prenda la responsabilità per se stessa. Questo lo dico per lei, sorella, che può cominciare ad agire, è in condizioni di farlo, e quindi può. Queste sono cose verosimili, tutto quello che mi ha detto ora e in precedenza, quindi sono a suo favore, ma in tutto ciò deve essere molto prudente e pregare molto e chiedere lumi per me ». Durante la santa Messa, che celebrò il Padre Andrasz vidi il Bambino Gesù, che mi disse che dovevo dipendere in tutto da lui. «Non Mi piace alcuna azione fatta di proprio arbitrio, anche se ti fosse costata molti sforzi ». E così compresi questa dipendenza. O mio Gesù, Tu nel giorno del giudizio finale, chiederai conto di quest'opera della Misericordia. O Giudice giusto, ma anche mio Sposo, aiutami a compiere la Tua santa volontà. O Misericordia, virtù divina. O Misericordiosissimo Cuore di Gesù, mio Sposo, rendi il mio cuore simile al Tuo.

16 luglio.

Oggi ho passato tutta la notte in preghiera. Ho meditato sulla Passione del Signore, e la mia anima è rimasta schiacciata dalla giustizia di Dio. La mano del Signore mi ha toccato.

17 luglio.
O mio Gesù, Tu sai quali grandi contrarietà ho per questa causa, quante obiezioni debbo sopportare, quanti sorrisi ironici debbo accettare con serenità. Oh, da sola non riuscirei a sopportare tutto questo, ma con Te posso tutto, o mio Maestro. Oh, quanto dolorosamente ferisce un sorriso ironico, allorquando si è parlato con grande sincerità!

22 luglio.

O mio Gesù, so che della grandezza dell'uomo danno testimonianza le opere, non le parole, né i sentimenti. Le opere che son venute da noi, queste parleranno di noi. Gesù mio, non permettermi di fantasticare, ma dammi il coraggio e la forza di compiere la Tua santa volontà. O Gesù, se vuoi lasciarmi nell'incertezza, anche fino alla fine della vita, sia per questo benedetto il Tuo Nome.

Giugno.

O mio Gesù, sono enormemente contenta per il fatto che mi hai assicurato che questa Congregazione sorgerà. Non ho più alcun dubbio per questo, nemmeno l'ombra e vedo quale grande gloria darà a Dio. Sarà il riflesso del più grande attributo che è in Dio, cioè la Divina Misericordia. Impetreranno incessantemente per sé e per tutto il mondo la Misericordia di Dio ed ogni atto di Misericordia emanerà dall'amore di Dio, di cui saranno ripiene. Si impegneranno per assimilare questo grande attributo di Dio e vivranno di esso e si daranno da fare perché gli altri lo conoscano ed abbiano fiducia nella bontà di Dio. Questa Congregazione della Divina Misericordia sarà nella Chiesa di Dio come un alveare in un magnifico giardino; nascoste, silenziose, le suore lavoreranno come api, per nutrire col miele le anime del prossimo e la cera verrà arsa in onore di Dio.

29 giugno 1936.
Padre Andrasz mi ha raccomandato di fare una novena per conoscere meglio la volontà di Dio. Ho pregato con fervore, aggiungendo una mortificazione del corpo. Verso la fine della novena ho ricevuto una luce interiore e l'assicurazione che la Congregazione ci sarà e che è gradita a Dio. Nonostante le difficoltà e le contrarietà, nella mia anima è penetrata una completa tranquillità ed una forza dall'alto. Ho conosciuto che alla volontà di Dio nulla può opporsi, niente può annullarla, ho capito che debbo compiere la volontà di Dio nonostante le contrarietà, le persecuzioni, le sofferenze di ogni genere, nonostante l'avversione ed i timori della mia natura. Ho capito che ogni aspirazione alla perfezione ed ogni santità consiste nel fare la volontà di Dio. Il perfetto adempimento della volontà di Dio è la maturità nella santità. Qui non c'è motivo di dubbio. Ricevere la luce di Dio, conoscere quello che Dio vuole da noi e non farlo, è un grande oltraggio alla Maestà di Dio. Una tale anima merita che Iddio l'abbandoni completamente; è simile a Lucifero, che ricevette tanta luce, ma non eseguì la volontà di Dio. Una misteriosa tranquillità è entrata nella mia anima, quando ho considerato che, nonostante le grandi difficoltà, ho sempre seguito fedelmente la volontà di Dio da me conosciuta. O Gesù, concedimi la grazia di attuare la Tua volontà da me conosciuta, o Dio.
14 luglio.

Alle tre ricevetti una lettera. O Gesù, Tu Solo sai quello che soffro, ma tacerò e non parlerò a creatura vivente, poiché so che nessuna può consolarmi. Tu sei tutto per me, o Dio, e la Tua santa volontà è il mio nutrimento, vivo già ora di quello di cui vivrò nell'eternità. Ho una grande venerazione per San Michele Arcangelo, egli non ebbe esempi nel compiere la volontà di Dio, e tuttavia esegui fedelmente i desideri di Dio.

13 luglio.
Durante la Santa Messa mi sono offerta come disposta a tutto al Padre Celeste per mezzo del dolcissimo Cuore di Gesù; faccia di me quello che Gli piace; io da sola sono una nullità e nella mia miseria non ho nulla che sia degno di essere preso in considerazione, mi getto pertanto nel mare della Tua Misericordia, o Signore.

16 luglio.

Imparo ad essere buona da Gesù, da Colui che è la bontà stessa, affinché possa essere chiamata figlia del Padre Celeste. Oggi prima di mezzogiorno mi è capitato un grande dispiacere. In tale sofferenza ho cercato di unire la mia volontà alla volontà di Dio ed ho adorato Iddio col silenzio. Nel pomeriggio sono andata per cinque minuti all'adorazione, all'improvviso mi sono accorta che la piccola croce che ho sul petto, era viva e Gesù mi ha detto: « Figlia Mia, la sofferenza sarà per te il segno che Io sono con te ». Dopo queste parole una grande commozione entrò nella mia anima. O Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, solo con Te riesco a parlare, con nessun altro è per me così facile il colloquio, come con Te, o Dio. Nella vita spirituale mi terrò sempre stretta alla mano del sacerdote. Della vita dell'anima e delle sue necessità parlerò soltanto col confessore.

4 agosto 1936.
Un tormento interiore per oltre due ore... Agonia... Improvvisamente penetra in me la presenza di Dio, sento che passo sotto l'autorità del Dio giusto; questa giustizia mi penetra fino al midollo delle ossa, esternamente perdo le forze e la conoscenza. Ad un tratto vengo a conoscere la grande santità di Dio e la mia grande miseria, sorge nell'anima una tortura tremenda, l'anima vede che tutte le sue azioni non sono senza macchie. Si sveglia nell'anima uno stimolo

alla fiducia... e l'anima con tutta la sua forza anela a Dio, ma vede quanto è misera e quanto è vano tutto ciò che la circonda. E così di fronte a quella santità, o povera anima.

13 agosto.

Per tutto il giorno sono stata tormentata da terribIli tentazioni. Delle bestemmie premevano contro le mie labbra e provavo un avversione per tutto ciò che è santo e divino, ma lottai per tutta la giornata. Verso sera cominciò a sopraffarmi un'idea: « Perché parlare di ciò al confessore? Egli si metterà a ridere per questo ». L'avversione e lo sconforto s'impadronirono della mia anima e mi sembrava che in tale stato non potessi in nessun modo accostarmi alla santa Comunione. Un dolore così acuto colpi la mia anima, che per poco non gridai a gran voce in cappella. Tuttavia mi accorsi che c'erano le suore e decisi di andare nell'orto a nascondermi per poter almeno piangere forte. Ma improvvisamente Gesù stette vicino a me e disse: « Dove intendi andare? » . Non risposi nulla a Gesù, ma riversai davanti a Lui tutta la mia sofferenza e cessarono tutte le insidie di satana. Gesù mi disse: « La pace interiore che hai è una grazia ». E spari improvvisamente. Io mi sentii felice e tranquillizzata in modo misterioso. Per la verità far in modo che possa tornare in un attimo una tranquillità così forte, questo in realtà può farlo soltanto Gesù, Egli, l'Altissimo.

7 agosto 1936.

Quando ricevetti questo articolo sulla Misericordia di Dio insieme all'immaginetta, la presenza di Dio penetrò in me in modo singolare. Quando m'immersi nella preghiera di ringraziamento, ad un tratto vidi Gesù in una grande luce, così come è dipinto ed al piedi di Gesù vidi Padre Andrasz e Don Sopocko. Tenevano entrambi la penna in mano, e dalla punta di entrambe le penne uscivano bagliori di fuoco, simili a lampi, che colpivano una gran folla di gente che era spinta non so dove nel suo cammino. Appena qualcuno veniva toccato da quel raggio, si staccava dalla folla e allungava le braccia verso Gesù. Alcuni ritornavano con grande gioia, e altri con grande dolore e rimpianto. Gesù guardava con tanta amabilità sia gli uni che gli altri. Dopo un momento rimasi soltanto con Gesù e dissi: « Gesù, prendimi ormai, poiché la tua volontà si è già compiuta ». E Gesù mi rispose: « La Mia volontà non si è compiuta ancora tutta in te, soffrirai ancora molto, ma Io sono con te, non temere» . Parlo molto col Signore di Padre Andrasz e anche di Don Sopocko, so che quello che chiedo al Signore non me lo rifiuta, ma concede loro quello che chiedo. Ho sentito e so quanto li ama Gesù; non descrivo ciò nei particolari, ma lo so e me ne rallegro enormemente.


15 agosto 1936.

Durante la santa Messa, che celebrò Padre Andrasz, un momento prima dell'elevazione, la presenza di Dio penetrò nella mia anima e la mia anima venne attratta verso l'altare. Ad un tratto vidi la Madonna col Bambino Gesù. Il Bambino Gesù teneva la mano della Madonna. In un momento il Bambino Gesù corse gioiosamente nel mezzo dell'altare e la Madonna mi disse: « Guarda con quanta tranquillità affido Gesù nelle sue mani così anche tu devi affidare la tua anima ed essere come una bambina di fronte a lui». Dopo tali parole la mia anima fu ripiena di una misteriosa fiducia. La Madonna era vestita con una veste bianca, singolarmente bianca, trasparente, sulle spalle aveva un manto trasparente color del cielo, cioè come l'azzurro, il capo scoperto, i capelli sciolti, stupenda, indicibilmente bella. La Madonna guardava al Padre con tanta amabilità, tuttavia dopo un momento il Padre spezzò quello stupendo Bambino ed uscì veramente sangue vivo; il Padre s'inchinò ed assunse in sé quel Gesù vivo e vero. Se Lo mangiò, non so come ciò avvenga. Gesù, Gesù, non riesco a starTi appresso, poiché Tu in un attimo mi diventi incomprensibile. La sintesi delle virtù è la volontà di Dio; chi adempie fedelmente la volontà di Dio, si esercita in tutte le virtù. In tutti i casi e le circostanze della vita adoro e benedico la santa volontà di Dio. La santa volontà di Dio è l'oggetto del mio amore. Nelle profondità più segrete dell'anima vivo della volontà di Lui, ed all'esterno agisco in quanto conosco interiormente che tale è la volontà di Dio. I tormenti, le sofferenze, le persecuzioni e le contrarietà di vario genere che provengono dalla volontà di Dio, mi sono più graditi che il successo, le lodi e i riconoscimenti che vengono dalla mia volontà. O mio Gesù, buonanotte. La campanella mi invita al riposo. Gesù mio, vedi che agonizzo dal desiderio della salvezza delle anime. Buonanotte, mio Sposo. Sono lieta perché sono più vicina di un giorno all'eternità e se domani, Gesù, mi permetterai di svegliarmi, comincerò un nuovo inno per la Tua gloria.

13 luglio

[sic!]. Oggi durante la meditazione mi è capitato di capire che non debbo mai parlare delle mie esperienze interiori, che non debbo tener nascosto nulla al direttore spirituale, che debbo pregare Dio in modo particolare, perché conceda luce al direttore della mia anima. Do maggiore importanza alla parola del confessore, che a tutte le illuminazioni interiori che ricevo messe assieme. 
Nei tormenti più acuti affondo lo sguardo della mia anima in Gesù Crocifisso. Non attendo aiuto dagli uomini, ma pongo la mia fiducia in Dio; nella sua insondabile Misericordia è tutta la mia speranza.
 Quanto più sento che Iddio mi trasfigura, tanto più desidero immergermi nel silenzio. L'amore di Dio compie la sua opera nel profondo della mia anima; vedo che ha inizio la mia missione, quella che mi ha raccomandato il Signore. 
Una volta che pregai molto i santi gesuiti, vidi improvvisamente il mio Angelo Custode, che mi condusse davanti al trono di Dio. Attraversai grandi schiere di santi, vidi molti volti noti, che avevo conosciuto dalle loro immagini, vidi molti gesuiti che mi domandarono: « Di che Congregazione è quest'anima? ». Quando risposi, mi domandarono: « Chi è il tuo direttore? ». Risposi che era Padre Andrasz... Quando volevano continuare a parlare, il mio Angelo Custode fece segno di tacere e passai davanti al trono stesso di Dio. Vidi un bagliore grande e inaccessibile, vidi il posto a me destinato nelle vicinanze di Dio, ma come sia non lo so, poiché era coperto da una nuvola, e il mio Angelo Custode mi disse: « Qui c'è il tuo trono, per la fedeltà nell'adempiere la volontà di Dio ». 
Ora santa. Giovedì. In quell'ora di preghiera Gesù mi permise di entrare nel Cenacolo e fui presente a quello che avvenne là. Ciò che mi colpi più profondamente, fu il momento in cui Gesù prima della consacrazione innalzò gli occhi al cielo ed entrò in un misterioso colloquio col Padre Suo. Questo momento lo conosceremo adeguatamente solo nell'eternità. I Suoi occhi erano come due fiamme, il volto raggiante, bianco come la neve, tutto l'aspetto maestoso, la Sua anima piena di nostalgia. Nel momento della consacrazione, l'amore appagato riposò, il sacrificio era stato compiuto completamente. Ora avverrà soltanto la cerimonia esteriore della morte, la distruzione esteriore, ma l'essenza avviene nel Cenacolo. In tutta la mia vita non avevo avuto una conoscenza così profonda di questo mistero come in quell'ora di adorazione. Oh, come desidero ardentemente che tutto il mondo conosca questo insondabile mistero! Terminata l'ora di adorazione, allorché mi recai nella cella, conobbi all'improvviso quanto Dio venisse offeso da una persona vicina al mio cuore. A quella vista il dolore mi trapassò l'anima, mi prostrai nella polvere davanti al Signore e mendicai Misericordia. Per due ore, piangendo, pregando e flagellandomi, mi opposi al peccato e conobbi che la Divina Misericordia aveva preso possesso di quella povera anima. Oh, quanto costa un solo ed unico peccato!

Settembre.
Primo venerdì. Verso sera vidi la Madonna col petto scoperto, trafitto da una spada, che piangeva a calde lacrime e ci metteva al riparo da un tremendo castigo di Dio. Iddio voleva colpirci con un terribile castigo, ma non poté perché la Madonna ci protesse. Una paura tremenda attraversò la mia anima. Prego incessantemente per la Polonia, per la mia cara Polonia, che è così poco riconoscente alla Madonna. Se non ci fosse stata la Madonna, a ben poco sarebbero serviti i nostri sforzi. Moltiplicai il mio impegno nelle preghiere e nei sacrifici per la mia cara Patria, ma vidi che ero una goccia di fronte all'ondata del male. Come può una goccia trattenere un'ondata? Oh, si! Una goccia da sola è nulla, ma con Te, o Gesù, posso fronteggiare coraggiosamente tutta l'ondata del male e perfino l'inferno intero. La Tua onnipotenza può tutto. Una volta mentre attraversavo il corridoio andando verso la cucina, sentii nell'anima queste parole: « Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita Misericordia. Desidero che tutto il mondo conosca la Mia Misericordia. Desidero concedere grazie inimmaginabili alle anime, che hanno fiducia nella Mia Misericordia ». O Gesù, Vita e Verità, o mio Maestro, dirigi ogni passo della mia vita, in modo che io proceda secondo la Tua santa volontà.
 Una volta vidi il trono dell'Agnello di Dio e davanti al trono tre santi: Stanislao Kostka, Andrea Bobola ed il principe Casimiro, che intercedevano per la Polonia. Ad un tratto vidi un gran libro che è davanti al trono e mi venne dato il libro perché lo leggessi. Quel libro era scritto col sangue; io però non potei leggere nulla se non il Nome di Gesù. Allora sentii una voce, che mi disse: « Non è ancora venuta la tua ora ». Prese il libro e udii queste parole: « Tu sarai testimone della Mia infinita Misericordia. In questo libro sono scritte le anime che hanno venerato la Mia Misericordia ». Fui inondata di gioia, vedendo la grande bontà di Dio».
 Una volta conobbi lo stato di due Suore, che in seguito ad un ordine della superiora avevano interiormente mormorato ed in conseguenza di ciò

Iddio le aveva private di molte grazie particolari. A quella vista il cuore mi si strinse per il dolore. O Gesù, quanto è triste, quando noi stessi siamo la causa della perdita delle grazie. Chi lo comprende, rimane sempre fedele. 

Giovedì. Oggi, benché sia molto stanca, ho deciso di fare l'ora santa. Non ho potuto pregare, non ho potuto nemmeno stare in ginocchio, ma rimasi in preghiera un'ora intera e mi unii in ispirito alle anime che adorano Dio in modo perfetto. Verso la fine dell'ora all'improvviso vidi Gesù che mi guardò profondamente e con una dolcezza indicibile e disse: « La tua preghiera Mi è immensamente gradita » . Dopo tali parole entrò nella mia anima una forza misteriosa ed una gioia spirituale; la presenza di Dio mi penetrò nell'anima da una parte all'altra. Oh! quello che succede in un'anima quando s'incontra faccia a faccia col Signore! Questo nessuna penna è riuscita ad esprimerlo, né mai riuscirà... 
O Gesù, comprendo che la Tua Misericordia è inesprimibile, per questo Ti supplico, rendi il mio cuore così grande che possa contenere le necessità di tutte le anime che vivono sulla faccia della terra. O Gesù, il mio amore va oltre il mondo, alle anime che soffrono in purgatorio e anche per loro voglio ottenere Misericordia con le preghiere che hanno le indulgenze. La Misericordia di Dio è sempre insondabile ed inesauribile, come è insondabile Iddio stesso. Anche se facessi uso delle parole più forti per esprimere la Divina Misericordia, tutto questo sarebbe nulla a confronto di quello che essa è in realtà. O Gesù, rendi il mio cuore sensibile ad ogni sofferenza dell'anima e del corpo del mio prossimo. O mio Gesù, so che Tu ti comporti con noi, come noi ci comportiamo col prossimo. Gesù mio, rendi il mio cuore simile al Tuo cuore misericordioso. Gesù, aiutami a vivere facendo del bene a tutti...

14 settembre 1936.

E venuto da noi l'Arcivescovo di Wilno. Benché si sia fermato tanto poco presso di noi, ho avuto modo di parlare dell'opera della Misericordia con questo venerando sacerdote. Mi ha manifestato molta disponibilità per la causa di questa opera della Misericordia. « Lei, sorella, stia pienamente tranquilla; se è nei disegni della Divina Provvidenza, sorgerà. Nel frattempo lei preghi per un segno esterno più evidente, perché Gesù le faccia conoscere la cosa con maggior chiarezza. Attenda ancora un po'; Gesù disporrà le circostanze in modo che tutto si risolverà bene ».

19 settembre 1936.

Quando uscimmo dopo essere state dal medico ed entrammo un momento nella cappella che è nel sanatorio, udii nell'anima questa parola: « Bambina mia, ancora qualche goccia nel calice, fra non molto ormai ». La gioia m'inondò l'anima, questa è la prima chiamata del mio Sposo e Maestro. Il mio cuore fu pieno di tenerezza e ci fu un momento in cui la mia anima s'immerse tutta nel mare della Divina Misericordia. Prego quanto mai per le anime che hanno sofferenze intenon. Una volta ricevetti un'muminazione interiore in merito a due suore; compresi che non con tutti ci si può comportare allo stesso modo. Ci sono persone che in modo strano riescono ad entrare in amicizia e poi, come amiche, quasi volessero recar sollievo, riescono a strappare una parola dietro l'altra ed al momento opportuno usano le stesse parole per recare dispiacere. O mio Gesù, quanto è strana la debolezza umana! il Tuo amore, Gesù, dà all'anima una grande prudenza nel trattare con gli altri.

24 settembre 1936.

La Madre Superiora "mi comandò di recitare un mistero del rosario in luogo di tutti gli altri esercizi di pietà e di andarmi a coricare immediatamente. Non appena coricata m'addormentai di colpo, perché ero molto stanca. Dopo un istante, tuttavia, fui svegliata dal dolore. Era un dolore così acuto da non permettermi il minimo movimento, nemmeno quello d'inghiottire la saliva. Durò circa tre ore. Pensai di destare la suora novizia con cui abitavo. Riflettei però che essa non m'avrebbe potuto portare alcun aiuto: che dormisse, dunque; sarebbe stato un vero peccato svegliarla. M'abbandonai totalmente alla volontà di Dio, pensando che stesse giungendo per me il giorno della morte, giorno da me desiderato. Avevo la possibilità di unirmi a Gesù sofferente sulla croce; non ero in grado di pregare in altro modo. Non appena il dolore fu passato, incominciai a sudare, ma non potevo fare nessun movimento per non ricadere nello stato precedente. Al mattino mi sentii spossata, ma fisicamente non soffrivo più. Tuttavia non fui in grado di alzarmi per la santa Messa. Dentro di me pensavo: se, dopo dolori simili, la morte non viene ancora, quanto devono essere grandi i dolori della morte? Gesù, Tu sai che amo la sofferenza e desidero vuotare il calice delle sofferenze fino all'ultima goccia e tuttavia un leggero brivido misto a paura ha scosso la mia natura, ma subito la mia fiducia nella infinita Misericordia di Dio si è risvegliata con tutta la sua potenza e di fronte ad essa tutto dovette cedere, come l'ombra di fronte ad un raggio di sole. O Gesù, quanto è grande la Tua bontà, questa Tua infinita bontà, che conosco bene e mi permette di guardare coraggiosamente negli occhi alla morte stessa. So che nulla può succedermi senza il Suo permesso. Desidero esaltare la Tua infinita Misericordia in vita, nell'ora della morte, nella resurrezione e nei secoli infiniti. + O mio Gesù, mia forza, mia pace e riposo, nei raggi della Tua Misericordia s'immerge ogni giorno la mia anima. Non c'è un solo momento nella mia vita in cui non tocchi con mano, o Dio, la Tua Misericordia. Nella mia vita non faccio affidamento su nulla, ma unicamente sulla Tua infinita Misericordia, o Signore; essa è la guida della mia vita. La mia anima è piena della Misericordia di Dio. 
Oh, quanto ferisce Gesù l'ingratitudine di un'anima eletta! Il Suo amore ineffabile è sottoposto al martIrio. Iddio ci ama con tutto il Suo essere infinito quale Egli è, e qui un po' di misera polvere disprezza questo amore. Mi si spezza il cuore dal dolore, quando vengo a conoscenza di tale ingratitudine. Una volta udii queste parole: « Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia ». 
Una volta in cui ero tanto stanca e sofferente, ne parlai alla Madre Superiora, ed ella rispose che dovevo familiarizzarmi con la sofferenza. Ascoltai quanto la Madre mi disse e, subito dopo, lasciai la sua stanza. La nostra Madre Superiora ha tanta carità per il prossimo e specialmente per le suore inferme, come tutti riconoscono; per quanto mi concerne però, stranamente Gesù permise che essa non mi capisse e mi mettesse alla prova molto spesso a questo riguardo. Un giorno in cui mi sentivo molto male e andai al lavoro, mi pareva di venir meno ogni momento e l'afa era tanto pesante che, a cagione del calore, si sarebbe sentito male anche chi non lavorava. Che dire, quindi, quando si lavora e si è in cattive condizioni di salute? Così, prima di mezzogiorno sospesi il mio lavoro e guardai il cielo con grande fiducia e dissi al Signore: « Gesù, copri il sole perché non riesco a sopportare più a lungo questo caldo ». E all'istante, strano a dirsi, una nuvoletta bianca copri il sole e dopo d'allora non si ebbe più una così grande calura. Quando, poco dopo, cominciai a rimproverarmi per non aver saputo sopportare l'afa e per aver chiesto che ne fossi sollevata, fu Gesù stesso che, in proposito, venne a ridarmi la tranquillità.

13 agosto 1936.

Questa sera la presenza di Dio mi ha investito, in un attimo ho conosciuto la grande Santità di Dio. Oh, come mi ha schiacciato la grandezza di Dio, poiché nello stesso momento ho conosciuto il mio abisso e la mia nullità! E stato un grande tormento, poiché alla conoscenza segue l'amore. L'anima si slancia impetuosamente verso Dio e si trovano di fronte due amori: il Creatore e la creatura; una gocciolina che vuol misurarsi con l'oceano. In un primo istante la goccia vorrebbe racchiudere in sé l'oceano sconfinato, ma nello stesso momento viene a conoscere che è una gocciolina ed allora è vinta e passa tutta in Dio, come una goccia nell'oceano... Quest'attimo sulle prime è un tormento, ma così dolce che l'anima che lo prova ne è felice. Attualmente faccio un esame di coscienza particolare per rimanere unita a Cristo Misericordioso. Questo esercizio mi dà una forza misteriosa, il cuore è sempre unito a Colui che desidera e le azioni vengono regolate dalla Misericordia che scaturisce dall'amore. Passo ogni momento libero ai piedi di Dio nascosto nel tabernacolo. Egli è il mio Maestro, chiedo tutto a Lui, con Lui parlo di tutto, li attingo forza e luce, li imparo tutto, di li mi vengono i lumi sul modo di comportarmi col prossimo. Dal momento in cui sono uscita dal noviziato, mi sono chiusa nel tabernacolo col mio Maestro Gesù. È stato Lui stesso ad attirarmi in questo fuoco di amore vivo, attorno al quale si concentra tutto.

25.IX.1936

Provo dei dolori alle mani, ai piedi e al fianco, nei punti dove Gesù venne trafitto. Sperimento particolarmente queste sofferenze quando m'incontro con un'anima che non è in stato di grazia. Allora prego ardentemente affinché la Divina Misericordia prenda possesso di quell'anima.

29. IX.1936

Nel giorno di San Michele Arcangelo vidi questo Condottiero accanto a me, che mi disse queste parole: « Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te. Sappi che sei odiata dal male, ma non temere. Chi è come Dio? ». E scomparve. Io però sento la sua presenza ed il suo aiuto.

2.X.1936.

Primo venerdì del mese. Dopo la S. Comunione improvvisamente vidi Gesù che mi disse queste parole: « Adesso so che non Mi ami per le grazie né per i doni, ma perché la Mia volontà ti è più cara della vita. Per questo Mi unisco a te così intimamente come con nessun'altra creatura ». In un momento Gesù scomparve. La presenza di Dio inondò la mia anima; so di essere sotto lo sguardo di un Sovrano. M'immersi tutta nella gioia che proviene da Dio. Per tutto il giorno vissi in quell'immersione in Dio, senza alcun intervallo. Verso sera all'improvviso entrai in una specie di deliquio ed in una strana forma di agonia. Il mio amore desiderava essere uguale all'amore di quel Sovrano. Era attratto verso di Lui così violentemente che senza una specialissima grazia del Signore, sarebbe stato impossibile poter sopportare un così enorme carico di grazia. Ma vedo chiaramente che è Gesù stesso che mi sostiene, mi fortifica e mi rende idonea a trattare intimamente con Lui. In questo l'anima è attiva in un modo singolare.

3.X.36.

Oggi durante il rosario ad un tratto ho visto una pisside col SS.mo Sacramento. La pisside era scoperta e piuttosto abbondantemente piena di ostie. Dalla pisside uscì una voce: «Queste ostie sono state ricevute da anime convertite dalle tue preghiere e sofferenze». E subito avvertii la presenza di Dio in maniera infantile. Mi sentii stranamente una bambina. Un giorno sentii che non sarei riuscita a stare alzata fino alle nove, pregai perciò Sr. N. di darmi qualche cosa da mangiare, perché andavo a coricarmi prima, dato che non mi sentivo bene. Sr. N. mi rispose: «Lei, sorella, non è malata; hanno voluto semplicemente darle un po di riposo, fingendo che sia malata ». O mio Gesù, e pensare che la malattia è talmente avanzata, che il medico mi ha isolato dalle consorelle affinché non si comunichi ad altre, ed ecco qui come viene giudicata una persona. Ma va bene così. Tutto questo è per Te, o mio Gesù. Non voglio dilungarmi a scrivere di cose esteriori, perché non sono esse che mi motivano a scrivere. Io desidero prender nota soprattutto delle grazie, che mi concede il Signore, poiché esse non sono soltanto per me, ma per molte anime.

3.X.1936


Oggi ho ricevuto una lettera da Don Sopocko, dalla quale ho appreso che ha intenzione di far stampare una immaginetta di Cristo Misericordioso e mi chiede di inviargli una certa preghiera, che vuol mettere nel retro dell'immaginetta se ottiene l'autorizzazione dell'Arcivescovo. Oh! di quanta gioia si riempie il mio cuore per il fatto che Iddio ha permesso che vedessi l'opera della Sua Misericordia. Oh! grande è quest'opera dell'Altissimo; io sono soltanto il Suo strumento. Oh! quanto ardentemente desidero vedere la festa della Divina Misericordia, che Iddio chiede insistentemente per mio mezzo, ma se questa è la volontà di Dio; e se essa verrà celebrata solennemente solo dopo la mia morte, io mi rallegro per questo fin d'ora e la celebro già interiormente col permesso del confessore. + Oggi ho visto Padre Andrasz in ginocchio, immerso in preghiera, e ad un tratto si è presentato Gesù accanto a lui ed ha steso entrambe le mani sulla sua testa e mi ha detto: «Egli ti condurrà, non temere».

11 ottobre.1936

Questa sera mentre scrivevo sulla grande Misericordia divina e sul grande profitto che ne ricavano le anime, si precipitò nella cella satana con gran malvagità e furore. Prese il paravento e cominciò a farlo a pezzi per annientarlo. In un primo momento mi spaventai un po', ma subito con un piccolo crocifisso feci il segno della santa croce. Immediatamente la bestia si calmò e scomparve. Oggi non ho visto quella figura mostruosa, ma solo la sua malvagità; è tremenda la rabbia perversa di satana. Il paravento tuttavia non era stato né rotto né danneggiato. Continuai pertanto a scrivere in tutta tranquillità. So bene che, senza il permesso di Dio, quel miserabile non può toccarmi. Allora perché agisce così? Comincia ad assalirmi apertamente con tanta rabbia e tanto odio; ma non turba la mia pace nemmeno per un momento. Questo mio equilibrio provoca la sua rabbia malvagia. 
Oggi il Signore mi ha detto: « Va' dalla Superiora e dille che desidero che tutte le suore e le ragazze recitino la coroncina che ti ho insegnato. Devono recitarla per nove giorni e in cappella, al fine di placare lo sdegno del Padre Mio ed impetrare la divina Misericordia per la Polonia ». Risposi al Signore che l'avrei detto alla Superiora, ma dovevo prima mettermi d'accordo con Padre Andrasz e decisi quindi che, appena il Padre fosse venuto, mi sarei accordata con lui. Quando venne il Padre, le circostanze si svolsero in modo che non potei vederlo; tuttavia non avrei dovuto badare ad alcuna circostanza, ma andare da lui e definire la questione. Pensai: « Lo farò la prossima volta che verrà il Padre ». E questo non piacque affatto a Dio. In un attimo la presenza di Dio mi abbandonò, questa grande presenza di Dio che è in me anche in maniera sensibile. In questo momento però mi ha abbandonato completamente, ed una specie di tenebra ha preso possesso della mia anima, al punto che non so se sono in stato di grazia o meno. In conseguenza di ciò per quattro giorni non mi sono accostata alla santa Comunione. Dopo quattro giorni m'incontrai col Padre e gli raccontai tutto. il Padre mi consolò: « Non ha perso la grazia di Dio, ma nello stesso tempo sia fedele a Dio ». Nel momento in cui mi allontanai dal confessionale, m'investì nuovamente la presenza di Dio come prima. Compresi che la grazia di Dio bisogna prenderla come Dio la manda e nel modo che Egli vuole e bisogna prenderla nella forma sotto la quale Dio ce la manda. O Gesù mio, in questo momento faccio un proposito deciso e perenne basandomi sulla tua grazia e Misericordia, di essere fedele anche alla più piccola delle Tue grazie. Per tutta la notte mi sono preparata per ricevere la santa Comunione, dato che non ho potuto dormire a causa delle sofferenze fisiche. La mia anima si è immersa nell'amore e nella contrizione. Dopo la S. Comunione ho udito queste parole: « Vedi quello che sei in te stessa, ma non spaventarti per questo; se ti svelassi tutta la miseria che sei, moriresti per lo spavento; sappi tuttavia quello che sei. Proprio perché sei una miseria così grande, ti ho svelato tutto il mare della Mia Misericordia. Cerco e desidero anime come la tua, ma ce ne sono poche. La tua grande fiducia verso di Me mi costringe a concederti continuamente grazie. Hai dei grandi ed inesprimibili diritti sul Mio Cuore, poiché sei una figlia di piena fiducia. Non potresti sopportare l'enormità dell'amore che ho per te, se te lo svelassi qui in terra in tutta la sua pienezza. Spesso sollevo per te un lembo del velo, ma sappi che questo è soltanto una Mia grazia eccezionale. Il Mio amore e la Mia Misericordia non conoscono limiti ». Oggi ho udito queste parole: «Sappi, bambina Mia, che per riguardo a te concedo grazie a tutto il territorio circostante, ma tu devi ringraziarMi per loro, poiché essi non Mi ringraziano per i benefici che concedo loro. In base alla tua riconoscenza, continuerò a benedirli ». O Gesù mio, Tu sai quanto è pesante la vita di comunità, quante incomprensioni, quanti malintesi, nonostante talvolta vi sia la più sincera volontà da ambo le parti, ma questo è un tuo mistero, o Signore, che noi conosceremo nell'eternità. I nostri giudizi tuttavia dovrebbero essere sempre miti. Avere un direttore spirituale è una grande grazia, una grazia di Dio enormemente grande. Sento che ora da sola non saprei affrontare la vita spirituale. Grande è la potenza del sacerdote; ringrazio Iddio incessantemente per avermi dato un direttore spirituale. 
Oggi ho udito queste parole: « Vedi quanto sei debole? E quando potrò contare su di te? ». Risposi: « Gesù, Tu resta sempre con me, dato che io sono la Tua piccola bimba; Gesù, Tu lo sai quello che fanno i bambini». 
Oggi ho udito queste parole: « Le grazie che ti concedo non sono soltanto per te, ma anche per un gran numero di anime... E nel tuo cuore c'è la Mia stabile dimora; nonostante la miseria che sei, Mi unisco a te, ti tolgo la tua miseria e ti do la Mia Misericordia. In ogni anima compio l'opera della Misericordia e più è grande il peccatore, tanto maggiori sono i diritti che ha alla Mia Misericordia. Chi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s'infrangeranno ai piedi del Mio sgabello ». Il giorno prima degli esercizi spirituali cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po' di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così male che forse saranno gli ultimi per me. Però appena cominciai a pregare, provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà. Allora sentii nell'anima una profonda pace. 
La fedele sottomissione sempre e ovunque alla volontà di Dio, in tutti i casi e le circostanze della vita, rende a Dio una grande gloria. Tale sottomissione alla volontà di Dio, ai Suoi occhi ha un valore maggiore di lunghi digiuni e mortificazioni e delle più rigide penitenze. Oh, guanto grande è la ricompensa per un solo atto di amorevole sottomissione alla volontà di Dio! Mentre scrivo queste cose, la mia anima rimane estasiata, pensando a quanto Iddio l'ama e a quanta pace gode l'anima già su questa terra.

+ G.M.G. Cracovia, 1936 O VOLONTA’ DI DIO, SII IL MIO AMORE! + ESERCIZI SPIRITUALI DI OTTO GIORNI 20.X.1936.


Gesù mio, oggi mi ritiro nel deserto per parlare solo con Te, o mio Maestro e Signore. Taccia la terra, Tu solo parli a me, o Gesù. Tu sai che non comprendo altra voce all'infuori della Tua, o buon Pastore. Nella dimora del mio cuore c'è il deserto, dove nessuna creatura può entrare. Tu solo vi sei Re.  Quando andai in cappella per cinque minuti di adorazione, chiesi a Gesù come dovevo fare questi esercizi spirituali. All'improvviso sentii nell'anima questa voce: “Desidero che ti trasformi tutta in amore e arda nel fuoco come una pura vittima d'amore”… O Verità Eterna, concedimi un raggio della Tua luce, per conoscere Te, Signore, ed esaltare degnamente la Tua infinita Misericordia e nello stesso tempo fammi conoscere me stessa e tutto l'abisso di miseria che sono.
 Ho scelto per patroni durante questi esercizi spirituali, S. [sic!] Claudio de la Colombière e S. Geltrude, perché intercedano incessantemente per me presso la Madonna ed il Salvatore Misericordioso. In questa meditazione sulla creazione ... in un attimo la mia anima si è unita al Suo Creatore e Signore. Durante questa unione ho conosciuto il mio scopo e la mia destinazione. Il mio scopo è quello di unirmi intimamente a Dio attraverso l'amore e la mia destinazione è quella di adorare ed esaltare la Misericordia di Dio. Il Signore me l'ha fatto conoscere chiaramente e sperimentare in modo avvertibile anche fisicamente. Non finisco di stupirmi, quando conosco ed esperimento l'amore sconfinato che Dio ha per me. Chi è Dio? E chi sono io? Altro non posso pensare. Solo l'amore comprende questo incontro e l'unione di questi due spiriti, cioè Dio Spirito e l'anima della creatura. Più Lo conosco, più mi sprofondo in Lui con tutta la potenza del mio essere.
« Durante questi esercizi ti terrò continuamente accanto al Mio Cuore, in modo che conosca meglio la Misericordia che ho per gli uomini e specialmente per i poveri peccatori ». Il giorno in cui cominciarono gli esercizi spirituali venne a trovarmi una suora che era venuta per pronunciare i voti perpetui, e mi confidò che non aveva affatto fiducia in Dio e che si abbatteva per un nonnulla. Le risposi: « Ha fatto bene, sorella, a dirmelo, pregherò per lei ». E le dissi alcune parole e quanto dispiaccia a Gesù la mancanza di fiducia ed in particolare da parte di un'anima eletta. Mi rispose che a cominciare dai voti perpetui, si sarebbe esercitata nella fiducia. Ora so che perfino anime elette e già avanti nella vita religiosa e spirituale, non hanno il coraggio di fidarsi completamente di Dio. E ciò avviene perché poche anime conoscono l'insondabile Misericordia di Dio e la Sua grande bontà. 
La grande Maestà di Dio, che è penetrata in me oggi e ancora mi penetra, mi ha procurato un grande timore, ma un timore reverenziale e non un timore servile che è una cosa ben diversa dal timore reverenziale. Il timore reverenziale è sorto oggi nel mio cuore dall'amore e dalla conoscenza della grandezza di Dio e questa è una grande gioia per l'anima. L'anima trema di fronte alla più piccola offesa di Dio, ma questo non la turba né le offusca la felicità. Dove governa l'amore, li tutto va bene. Mi capita che mentre ascolto la meditazione, una parola m'introduce in una più stretta unione col Signore e non so più quello che dice il Padre. So che mi trovo accanto al misericordiosissimo Cuore di Gesù, il mio spirito s'immerge totalmente in Lui e vengo a conoscere in un attimo più cose di quante potrei conoscerne dopo lunghe ore di ricerche intellettuali o di meditazione. Sono lampi improvvisi di luce, che mi fanno conoscere una cosa come la vede Iddio, sia per quanto concerne il mondo interiore, come pure quello esterno. Vedo che Gesù opera Lui stesso nella mia anima durante questi esercizi spirituali; io cerco soltanto di essere fedele alla Sua grazia. Ho affidato l'anima completamente all'influsso di Dio. Questo Sovrano celeste si è impossessato totalmente della mia anima. Sento che vengo trasportata al di sopra della terra e del cielo, nella vita intima di Dio, dove conosco il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ma sempre nell'unità della Maestà.
 Mi chiuderò nel calice di Gesù, al fine di confortarLo continuamente. Fare tutto ciò che sarà il mio potere per salvare le anime, farlo attraverso la preghiera e la sofferenza. 
Cerco di essere sempre come Betania per Gesù, affinché dopo le numerose fatiche possa riposare. Nella santa Comunione trovo un'unione così stretta ed indicibile che, se anche volessi descriverla, non troverei le espressioni adatte. Questa sera ho visto Gesù nell'aspetto che aveva durante la Sua Passione. Aveva gli occhi rivolti al Padre Suo e pregava per noi. 
Sebbene fossi malata, oggi ho deciso di fare come al solito l'ora santa. Durante tale ora ho visto Gesù flagellato alla colonna. Durante quella tremenda tortura, Gesù pregava e dopo un momento mi ha detto: «Sono poche le anime che meditano sulla Mia Passione con vero sentimento. Alle anime che meditano devotamente sulla Mia Passione, concedo il maggior numero di grazie.  Senza un Mio aiuto particolare, non sei nemmeno capace di ricevere le Mie grazie; sai che cosa sei ». Oggi dopo la santa Comunione ho parlato moltissimo con Gesù di persone che mi sono particolarmente care. Tutto ad un tratto ho udito queste parole: « Figlia Mia, non ti sforzare con tale loquacità. Quelli che tu ami in modo particolare, anch'io li amo in modo particolare e per riguardo a te, li colmo con le mie grazie. Mi fai piacere quando Mi parli di loro, ma non farlo con sforzi eccessivi ».  
O Salvatore del mondo, mi unisco alla Tua Misericordia. O mio Gesù, unisco tutte le mie sofferenze alle Tue e le depongo nel tesoro della Chiesa per il bene delle anime. Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande. Queste le varie pene che ho viste: la primapena, quella che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda , i continui rimorsi di coscienza; laterza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai; la quartapena è il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio; la sestapena è la compagnia continua di satana; la settimapena è la tremenda disperazione, l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti. Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi. Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità. Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l'inferno c'è. Ora non posso parlare di questo. Ho l'ordine da Dio di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l'inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la Misericordia di Dio per loro. O mio Gesù, preferisco agonizzare fino alla fine del mondo nelle più grandi torture, piuttosto che offenderTi col più piccolo peccato.

“Figlia Mia, se per tuo mezzo esigo dagli uomini il culto della Mia Misericordia, tu devi essere la prima a distinguerti per la fiducia nella Mia Misericordia. Esigo da te atti di Misericordia, che debbono derivare dall'amore verso di Me. Devi mostrare Misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né rifiutarti né giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare Misericordia verso il prossimo: il primo è l'azione, il secondo è la parola, il terzo la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della Misericordia ed è una dimostrazione irrefutabile dell'amore verso di Me. In questo modo l'anima esalta e rende culto alla Mia Misericordia. Sì, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta. Per mezzo di questa immagine concederò molte grazie alle anime, essa deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte, non serve a nulla senza le opere”. O mio Gesù, aiutami Tu direttamente in tutto, poiché vedi quanto sono piccolina e per questo conto unicamente sulla Tua bontà, o Dio.

ESAME DI COSCIENZA PARTICOLARE.

Unione con Cristo Misericordioso. Col cuore abbraccio il mondo intero e specialmente i paesi selvaggi e perseguitati; per essi chiedo Misericordia. Due propositi di carattere generale. Primo: cercare il raccoglimento interiore ed osservare rigorosamente la regola del silenzio. Secondo: fedeltà alle ispirazioni interiori; tradurle in vita e in azioni secondo il parere del direttore spirituale. Durante questa malattia desidero adorare la volontà di Dio e, per quanto sarà in mio potere, cercherò di prendere parte a tutte le pratiche di pietà che si fanno in comune. Per ogni dispiacere e sofferenza ringrazierò ardentemente il Signore.

Sento spesso che all'infuori di Gesù, non ho aiuti da nessuna parte, benché qualche volta abbia molto bisogno di chiarimenti in merito alle richieste del Signore. Questa sera improvvisamente ho ricevuto uno sprazzo di luce da Dio in merito ad una certa questione. Per dodici anni avevo riflettuto su una certa questione e non ero riuscita a comprenderla. Oggi Gesù mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli è piaciuto.

FESTA DI CRISTO RE. 25.X.1936.

Durante la santa Messa mi ha investito un tale ardore interiore d'amor di Dio e per la salvezza delle anime, che non riesco ad esprimere. Sento che sono tutta un fuoco, che combatterò contro ogni male con l'arma della Misericordia. Ardo dal desiderio di salvare le anime; percorro tutto il mondo in lungo e in largo e m'inoltro fino agli estremi di esso, fin nei luoghi più selvaggi, per salvare le anime. Lo faccio mediante la preghiera ed il sacrificio. Desidero che ogni anima esalti la Misericordia di Dio, poiché ognuno sperimenta su di sé gli effetti di tale Misericordia. I santi in cielo adorano la Misericordia del Signore, io desidero adorarla fin d'ora qui in terra e diffonderne il culto, come Dio lo vuole da me. Mi sono resa conto che in certi momenti e nei più difficili sarò sola, abbandonata da tutti e dovrò far fronte a tutte le tempeste e combattere con tutte le forze dell'anima, perfino contro coloro dai quali mi attendevo un aiuto. Ma non sono sola, con me c'è Gesù; con Lui non ho paura di nulla. Mi rendo bene conto di tutto e so quello che Dio vuole da me. La sofferenza, il disprezzo, lo scherno, la persecuzione, l'umiliazione saranno la mia porzione stabile, non conosco altra via; per un amore sincero, l'ingratitudine. Questa è la strada che devo battere, seguendo le orme di Gesù. Gesù mio, mia forza ed unica mia speranza, sì, in Te solo c'è tutta la mia speranza; la mia fiducia non rimarrà delusa. Il giorno della rinnovazione dei voti. La presenza di Dio penetra nella mia anima in modo non solo spirituale, ma l'avverto anche fisicamente.