Arrivata a Varsavia, entrai un momento nella piccola cappellina a ringraziare il Signore per aver fatto un buon viaggio. Inoltre Lo pregai di concedermi l'aiuto e le grazie per tutto ciò che qui mi attendeva, affidandomi in tutto alla Sua santa volontà. Udii queste parole: «Non temere nulla, tutti gli ostacoli servono a far realizzare la Mia volontà ». Il 23 marzo. La mattina, durante la meditazione, m'investì la presenza di Dio in maniera particolare, mentre riflettevo sulla grandezza incommensurabile di Dio e nello stesso tempo sul Suo abbassarsi fino ad una creatura. Ad un tratto vidi la Madonna che mi disse: « Oh, quanto è cara a Dio l'anima che segue fedelmente l'ispirazione della Sua grazia! Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta. Egli verrà non come Salvatore misericordioso, ma come Giudice Giusto. Oh, quel giorno sarà tremendo! E stato stabilito il giorno della giustizia (cfr. At 17,31), il giorno dell'ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli. Parla alle anime di questa grande Misericordia, fino a quando dura il tempo della pietà. Se tu ora taci, in quel giorno tremendo dovrai rispondere di un gran numero di anime. Non aver paura di nulla; sii fedele fino alla fine. Io ti accompagno con la mia tenerezza ». Quando giunsi a Walendow, una Suora alutandomi mi disse: «Adesso che è arrivata qui lei, sorella, le cose andranno tutte bene ». La domandai, e Perché dice questo, sorella? ». Ed essa mi rispose che lo sentiva dentro di sé. Quella cara anima è piena di semplicità e molto amata dal Cuore di Gesù. Effettivamente quella casa era in condizioni di estremo disagio... Non starò qui a ricordare tutto. La confessione. Mentre mi preparavo alla confessione, dissi a Gesù nascosto nei SS.mo Sacramento: « Gesù, Te ne prego, parlami per bocca di questo sacerdote e per me il segno sarà questo: egli naturalmente non sa nulla del fatto che Tu, o Gesù, vuoi da me questa fondazione della Misericordia. Fa' in modo che mi dica qualche cosa sulla Misericordia ». Quando mi accostai al confessionale e cominciai la confessione, il sacerdote m'interruppe la confessione e cominciò a parlare della grande Misericordia di Dio e lo fece con tale vigore che non m'era mai capitato di sentirlo a quel modo e poi mi chiese: e Lo sa che la Misericordia del Signore è al di sopra di tutte le Sue opere, che è il coronamento delle Sue opere? ». Ed io ascoltai attentamente quelle parole che il Signore mi disse per bocca di quel sacerdote. Benché io creda che sempre in confessionale Iddio parli per bocca del sacerdote, in quel caso però l'ho constatato in modo singolare. Benché non avessi svelato nulla della vita di Dio che c'è nella mia anima, e mi fossi accusata solo delle mancanze commesse, tuttavia quel sacerdote mi disse molto di sua iniziativa di quello che c'è nella mia anima e fra l'altro che ero tenuta ad essere fedele alle ispirazioni di Dio. Mi disse: Andrà attraverso la vita in compagnia della Madonna, che ha risposto fedelmente ad ogni ispirazione di Dio. O mio Gesù, chi riuscirà a comprendere la Tua bontà? O Gesù, allontana da me i pensieri che non concordano con la Tua volontà. Riconosco che nulla mi lega più a questa terra, se non quest'opera della Misericordia. Giovedì. Durante l'adorazione serale, ho visto Gesù flagellato e torturato, che mi ha detto: Figlia Mia, desidero che fin nelle più piccole cose dipenda dal confessore. I tuoi più grandi sacrifici non Mi piacciono, se li compi senza il permesso del confessore, mentre al contrario il più piccolo sacrificio ha una grande importanza ai Miei occhi, se è fatto col permesso del confessore. Le più grandi opere sono senza importanza ai Miei occhi se sono frutto del proprio arbitrio, e spesso non s'accordano con la Mia volontà e meritano piuttosto un castigo e non un premio; mentre la tua più piccola azione fatta col permesso del confessore, è gradita ai Miei occhi e Mi è immensamente cara. Convinciti bene di questo per sempre. Vigila incessantemente, poiché tutto l'inferno si sta impegnando in tutti modi contro di te, a causa di quest'opera, poiché molte anime si allontaneranno dalla bocca dell'inferno e glorificheranno la Mia Misericordia. Ma non temere nulla, poiché Io sono con te; sappi che da sola non puoi fare nulla. Il primo venerdì del mese, prima della Comunione, vidi una grande pisside piena di Ostie consacrate. Una mano posò quella pisside vicino a me e la presi in mano. In essa c'erano mille Ostie viventi. Ad un tratto udii una voce: « Queste Ostie sono ricevute dalle anime, per le quali hai ottenuto la grazia di una sincera conversione durante questa Quaresima ». Ed eravamo ad una settimana prima del Venerdì Santo. Trascorsi quel giorno in un profondo raccoglimento interiore, annientandomi per il bene delle anime. Oh, che gioia annientarsi a vantaggio delle anime immortali! So che il chicco di grano, per diventare alimento, deve essere distrutto e stritolato fra le macine, così anch'io, affinché diventi utile alla Chiesa ed alle anime, devo essere annientata, benché nessuno all'esterno si accorga del mio sacrificio. O Gesù, voglio essere nascosta all'esterno come quest'ostia, nella quale l'occhio non distingue nulla e anch'io sono un'ostia consacrata a Te. La Domenica delle Palme. In questa domenica ho sperimentato in modo particolare i sentimenti del dolcissimo Cuore di Gesù. Il mio spirito era là dov'era Gesù. Ho visto Gesù seduto sull'asinello, e i discepoli ed una grande folla che andava assieme a Gesù tutta festante con dei rami in mano. Ed alcuni li gettavano sotto i piedi dove passava Gesù, ed altri tenevano i rami in alto agitandosi e saltando davanti al Signore e non sapevano che fare dalla gioia. E vidi un'altra folla che usciva incontro a Gesù, anche loro coi volti sorridenti e con rami in mano e gridavano in continuazione dalla gioia e c'erano anche dei bambini piccoli, ma Gesù era molto serio. Ed il Signore mi fece conoscere quanto soffri in quelle circostanze. E in quel momento non vidi nient'altro all'infuori di Gesù che aveva il cuore gonfio per l'ingratitudine. La confessione trimestrale. Il Padre Bukowski. Quando una misteriosa forza interiore mi sollecitò nuovamente, affinché non rinviassi oltre questa causa, non trovando pace, ne parlai al confessore Padre Bukowski, dicendogli che ormai non potevo attendere più a lungo. Il Padre mi rispose: «Sorella, questa è un'illusione, Gesù non può esigere questo, lei ha i voti perpetui, è tutta un'illusione. Lei, sorella, sta inventando qualche eresia ». E gridava contro di me quasi con tutta la voce che aveva. Chiesi se era tutto illusione. Mi rispose: «Tutto ». « E allora come debbo comportarmi d'ora innanzi, la prego di dirmelo ». « Ecco qua, lei, sorella, non deve seguire nessuna ispirazione, deve distrarsi, non badare affatto a quello che udrà nell'anima, cercare di adempiere bene i propri doveri esterni e non pensare per niente a queste cose, vivere in completa distrazione>> Risposi: « Va bene, poiché finora mi sono regolata secondo la mia coscienza; ma ora, dato che lei mi ordina di non far caso al mio intimo, non lo farò ». E disse: « Se Gesù le dirà di nuovo qualche cosa, la prego di riferirmela, ma lei non deve farla ». Risposi: « Cercherò di essere obbediente ». Non so da dove il Padre abbia preso tanta severità. Quando m'allontanai dal confessionale, tutto un groviglio di pensieri oppresse la mia anima. A che scopo essere sincera? In fin dei conti, quello che ho detto non sono peccati e perciò non ero obbligata a parlarne al confessore. E ancora, com'è bello che non devo più badare al mio intimo, purché vadano bene le cose all'esterno. Ora non ho più bisogno di badare a niente. In realtà fin da ora non dovrò più seguire certe voci interiori, che talvolta mi costano tante umiliazioni. Ma di nuovo un misterioso dolore compresse la mia anima: allora non potrò più trattare familiarmente con Colui al quale anelo così ardentemente? Colui che è tutta la forza della mia anima? Cominciai a gridare: « Da chi andrò, o Gesù? ». Ma dal momento della proibizione del confessore, delle fitte tenebre son cadute sulla mia anima. Ho paura di sentire qualche voce interiore, per non infrangere la proibizione del confessore, d'altra parte agonizzo di nostalgia per Iddio. Il mio intimo è dilaniato, non avendo la mia volontà, ma sono affidata totalmente a Dio. Questo avveniva il Mercoledì Santo, la sofferenza aumentò maggiormente il Giovedì Santo. Quando giunsi alla meditazione, entrai in una specie di agonia, non sentivo la presenza di Dio, ma tutta la giustizia di Dio gravava sopra di me. Mi vidi quasi annientata per i peccati del mondo. Satana cominciò a scherzarmi: « Ecco qua, d'ora in poi non ti interesserai più di anime. Vedi che ricompensa ne hai. Nessuno ti crederà che questo lo vuole Gesù. Guarda come soffri adesso e quello che soffrirai ancora. Dopo tutto, il confessore ti ha liberato fin d'ora da tutto questo ». Adesso posso vivere come mi pare, purché vada bene all'esterno. Questi pensieri terribili mi tormentarono per un'ora intera. Quando s'avvicinò il momento della santa Messa un dolore mi strinse il cuore: io dovrei uscire dalla Congregazione? E dato che il Padre mi ha parlato di eresia, dovrei staccarmi dalla Chiesa? Con voce interiore e dolorosa gridai al Signore: « Gesù, salvami! ». Ma nemmeno un raggio di luce entrò nella mia anima e sentii che le forze mi abbandonavano, come se avvenisse la separazione del corpo dall'anima. Mi sottomisi alla volontà di Dio e ripetei: avvenga di me, o Dio, quello che hai stabilito, ormai in me non c'è più nulla di mio. All'improvviso s'impossessò di me la presenza di Dio e mi penetrò da una parte all'altra fino al midollo delle ossa. Era il momento di accostarsi alla santa Comunione. Un istante dopo la santa Comunione persi la cognizione di tutto ciò che mi circondava e del luogo dove mi trovavo. Ad un tratto vidi Gesù, così come è dipinto nell'immagine, che mi disse: « Dì al confessore che quest'opera è Mia e Mi servo di te come di un misero strumento». E dissi: « Gesù, io non posso far nulla di quello che mi ordini, poiché il confessore mi ha detto che tutto questo è un'illusione e non debbo dar retta ai Tuoi ordini, io perciò non farò nulla di quello che ora mi raccomanderai. Scusami, Signore, ma a me non è permesso nulla, debbo ubbidire al confessore. Gesù, Ti chiedo perdono nel modo più sentito, Tu sai quello che sto soffrendo per questo motivo, ma purtroppo, Gesù, il confessore mi ha proibito di eseguire i Tuoi ordini». Gesù ascoltò con amabilità e soddisfazione queste mie argomentazioni e lamentele. Io pensavo che ciò avrebbe offeso molto Gesù e invece, al contrario, Gesù era contento e mi disse amabilmente: « Riferisci sempre al confessore tutto ciò che Io ti raccomando e quello di cui parlo con te e fa' soltanto quello per cui ottieni il permesso. Non ti turbare e non aver paura di nulla, Io sono con te ». La mia anima fu ripiena di gioia e svanirono tutti i pensieri che la tormentavano, mentre entrarono nell'anima la certezza ed il coraggio. Un momento dopo però fui investita dai tormenti che Gesù soffri nell'Orto degli Ulivi. Questo durò fino al venerdì mattina. Il venerdì sperimentai la Passione di Gesù, ma già in un modo diverso. In quel giorno giunse da noi da Derdy il Padre Bukowski. Una forza misteriosa mi ingiunse di andare a confessarmi e di dire tutto quello che mi era capitato e quello che mi aveva detto Gesù. Il Padre era completamente cambiato e mi disse: Non abbia paura di nulla, sorella, non le capiterà nulla di male, poiché Gesù non lo permetterà. Dato che lei è obbediente e in questa disposizione d'animo, la prego di non preoccuparsi di nulla. Iddio troverà il modo di realizzare quest'opera, abbia sempre questa semplicità e sincerità e dica tutto alla Madre Generale. Quello che le avevo detto è stato per metterla in guardia, sorella, poiché capitano illusioni anche in persone sante. A queste cose può talvolta mischiarsi qualche suggerimento del diavolo, e proveniente alle volte anche da noi stessi, perciò deve essere prudente. Lei, sorella, continui a comportarsi come ha fatto finora. Lei ha visto che Gesù non si è adirato per questo. Può ripetere queste poche cose, che sono successe ora, al suo confessore fisso. Una cosa l'ho capita, che debbo pregare molto per ogni confessore, perché lo Spirito Santo lo illumini, poiché quando mi accosto al confessionale e prima non ho pregato fervorosamente, il confessore mi capisce poco. Questo Padre mi esortò a pregare con fervore secondo questa intenzione, perché Dio faccia conoscere e comprendere meglio le cose che vuole da me. « Sorella, faccia una novena dietro l'altra e Dio non rifiuterà la grazia ». Venerdì Santo. Alle tre vidi Gesù Crocifisso che mi guardava e disse: « Ho sete ». Ad un tratto vidi che dal Suo costato uscirono gli stessi due raggi che sono nell'immagine. Nello stesso momento sentii nell'anima un gran desiderio di salvare le anime e di annientarmi per i poveri peccatori. Assieme a Gesù agonizzante mi offrii all'Eterno Padre per la salvezza del mondo. Con Gesù, per Gesù e in Gesù sono unita a Te, o Eterno Padre. Il Venerdì Santo, Gesù soffri in modo diverso nell'anima, da come aveva sofferto il Giovedì. La S. Messa della Resurrezione.
12.IV.1936.
Quando entrai nella cappella, il mio spirito s'immerse in Dio, unico mio Tesoro. La Sua presenza mi inondò. O mio Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, fortificami, illuminami in questi difficili momenti della mia vita; non attendo aiuto dagli uomini, ogni mia speranza è riposta in Te. Sento che sono sola di fronte alle Tue richieste, Signore. Nonostante i timori e l'avversione della natura, compio la Tua santa volontà e desidero compierla nella maniera più fedele per tutta la vita e nell'ora della morte. Gesù, con Te posso tutto, fa, di me quello che Ti piace, dammi soltanto il Tuo Cuore misericordioso e sarà sufficiente per me. O Gesù e Signore mio, aiutami, avvenga di me quello che hai stabilito prima dei secoli; sono pronta ad ogni cenno della Tua santa volontà. Illumina la mia mente, in modo che io possa conoscere qual è la Tua santa volontà. O Dio, che scruti nel profondo la mia anima, Tu lo sai che non desidero altro all'infuori della Tua gloria. O volontà divina, delizia del mio cuore, nutrimento della mia anima, luce del mio intelletto, forza onnipotente della mia volontà, poiché quando sono unita alla Tua volontà, Signore, la Tua potenza agisce in me e prende il posto della mia volontà. Ogni giorno cerco di compiere i desideri di Dio. O Dio incomprensibile, quanto è grande la Tua Misericordia! Oltrepassa ogni concezione umana ed angelica messe assieme. Tutti gli angeli e gli uomini sono usciti dalle viscere della Tua Misericordia. La Misericordia è il fiore dell'amore, Dio è amore, la Misericordia è la Sua azione, nell'amore ha il suo inizio, nella Misericordia la sua manifestazione. Ovunque io guardi, tutto mi parla della Sua Misericordia, anche la stessa giustizia di Dio mi parla della Sua infinita Misericordia, poiché la giustizia deriva dall'amore. Ad una parola faccio attenzione, e con quest'unica parola faccio sempre i conti e questa parola per me è tutto, di essa vivo e con essa muoio, essa è la santa volontà di Dio. Essa è il mio nutrimento quotidiano, tutta la mia anima è tesa ad ascoltare i desideri di Dio. Compio sempre quello che vuole Dio da me, sebbene qualche volta la mia natura frema e senta che la grandezza delle richieste supera le mie forze. So bene chi sono da me stessa, ma so anche quello che è la grazia di Dio che mi sostiene.
Walendòw. La sofferenza della mia anima quel giorno fu così acuta, come m'era capitato raramente. Fin dal mattino sentii quasi il distacco del corpo dall'anima, sentii che Dio mi penetrava da parte a parte, sentii tutta la giustizia di Dio in me, sentii che ero sola davanti a Dio. Pensai che una parola del direttore spirituale mi avrebbe tranquillizzata completamente. Ma che fare? Egli qui non c'era. Ad ogni modo decisi di cercare luce nella santa confessione. Quando svelai la mia anima, quel sacerdote ebbe paura di continuare ad ascoltare la mia confessione e questo mi provocò una sofferenza ancora maggiore. Quando avverto la timidezza di qualche sacerdote, non riesco ad ottenere affatto la tranquillità interiore, perciò ho deciso che farò in modo di rivelare la mia anima in tutto, dalle cose più grandi alla più piccola soltanto al direttore spirituale e di attenermi strettamente alle sue indicazioni. Ora comprendo che la confessione è soltanto la dichiarazione dei peccati, mentre la direzione spirituale è completamente un'altra cosa. Ma non voglio parlare di questo. Desidero raccontare una cosa singolare, che mi è capitata per la prima volta. Quando il confessore cominciò a parlarmi, non capii nemmeno una parola. All'improvviso vidi Gesù Crocifisso, che mi disse: «Cerca la forza e la luce nella mia Passione ». Terminata la confessione, meditai la tremenda Passione di Gesù e compresi che quello che soffrivo era nulla a confronto della Passione del Salvatore ed ogni anche più piccola imperfezione era stata la causa di quella tremenda Passione. Tutto ad un tratto la mia anima fu presa da un grande pentimento e solo allora sentii che ero nel mare sconfinato della Misericordia di Dio. Oh, quante poche parole ho per esprimere quello che ho vissuto! Sentii che ero come una goccia di rugiada assorbita nel profondo dell'oceano sconfinato della Misericordia di Dio.
11 maggio 1936.
Sono arrivata a Cracovia e sono contenta, perché ora potrò fare tutto quello che Gesù richiede. Un certo momento m'incontrai con Padre Andrasz e, dopo avergli detto tutto, ottenni questa risposta: « Sorella, preghi fino al giorno della festa del Sacro Cuore e vi aggiunga anche una qualche mortificazione, e nel giorno del Sacro Cuore le darò la risposta ». Ma un certo giorno udii nell'anima questa voce: Non aver paura di nulla; Io sono con te. E dopo queste parole avvertii nell'anima una così forte sollecitazione, che non attesi la festa del Sacro Cuore, ma in confessione dichiarai che lasciavo la Congregazione. Il Padre mi rispose: « Se lei ha deciso da sola, da sola prenda la responsabilità per sé, perciò vada pure ». Mi rallegrai, perché ormai sarei uscita. La mattina del giorno dopo tutto ad un tratto mi abbandonò la presenza di Dio, fitte tenebre invasero la mia anima, non riuscivo a pregate. In seguito a questo improvviso abbandono da parte di Dio, decisi di rinviare per un po' questa causa, finché non avessi consultato il Padre. Padre Andrasz mi disse che cambiamenti del genere capitano spesso nelle anime e che questo non è un impedimento ad agire. La Madre Generale, quando le parlai di tutto quello che era successo, mi disse queste parole: « Sorella, io la chiudo nel tabernacolo con Gesù, ovunque andrà uscendo di lì, sarà volontà di Dio ».
19 giugno 1936
Quando andammo dai Gesuiti per la processione del Sacro Cuore, durante i vespri,
gli stessi raggi come sono dipinti nell'immagine, li vidi uscire dall'Ostia
santissima. La mia anima fu presa da una grande nostalgia per Dio
Colloquio con Padre Andrasz. « Sappia
che queste cose sono difficili e gravide di responsabilità. Il suo direttore
principale è lo Spirito Santo. Noi possiamo soltanto indirizzare
queste ispirazioni; ma il suo vero direttore è lo Spirito Santo. Se lei,
sorella, di sua iniziativa ha deciso di uscire, io né glielo proibisco
né glielo ordino, lei prenda la responsabilità per se stessa.
Questo lo dico per lei, sorella, che può cominciare ad agire, è
in condizioni di farlo, e quindi può. Queste sono cose verosimili, tutto
quello che mi ha detto ora e in precedenza, quindi sono a suo favore, ma in
tutto ciò deve essere molto prudente e pregare molto e chiedere lumi
per me ». Durante la santa Messa, che celebrò il Padre Andrasz
vidi il Bambino Gesù, che mi disse che dovevo dipendere in tutto
da lui. «Non Mi piace alcuna azione fatta di proprio arbitrio, anche
se ti fosse costata molti sforzi ». E così compresi questa
dipendenza. O mio Gesù, Tu nel giorno del giudizio finale, chiederai
conto di quest'opera della Misericordia. O Giudice giusto, ma anche mio Sposo,
aiutami a compiere la Tua santa volontà. O Misericordia, virtù
divina. O Misericordiosissimo Cuore di Gesù, mio Sposo, rendi il mio
cuore simile al Tuo.
Oggi ho passato tutta la notte in preghiera. Ho meditato sulla Passione del Signore, e la mia anima è rimasta schiacciata dalla giustizia di Dio. La mano del Signore mi ha toccato.
22 luglio.
O mio Gesù, so che della grandezza dell'uomo danno testimonianza le opere, non le parole, né i sentimenti. Le opere che son venute da noi, queste parleranno di noi. Gesù mio, non permettermi di fantasticare, ma dammi il coraggio e la forza di compiere la Tua santa volontà. O Gesù, se vuoi lasciarmi nell'incertezza, anche fino alla fine della vita, sia per questo benedetto il Tuo Nome.
O mio Gesù, sono enormemente contenta per il fatto che mi hai assicurato che questa Congregazione sorgerà. Non ho più alcun dubbio per questo, nemmeno l'ombra e vedo quale grande gloria darà a Dio. Sarà il riflesso del più grande attributo che è in Dio, cioè la Divina Misericordia. Impetreranno incessantemente per sé e per tutto il mondo la Misericordia di Dio ed ogni atto di Misericordia emanerà dall'amore di Dio, di cui saranno ripiene. Si impegneranno per assimilare questo grande attributo di Dio e vivranno di esso e si daranno da fare perché gli altri lo conoscano ed abbiano fiducia nella bontà di Dio. Questa Congregazione della Divina Misericordia sarà nella Chiesa di Dio come un alveare in un magnifico giardino; nascoste, silenziose, le suore lavoreranno come api, per nutrire col miele le anime del prossimo e la cera verrà arsa in onore di Dio.
Alle tre ricevetti una lettera. O Gesù, Tu Solo sai quello che soffro, ma tacerò e non parlerò a creatura vivente, poiché so che nessuna può consolarmi. Tu sei tutto per me, o Dio, e la Tua santa volontà è il mio nutrimento, vivo già ora di quello di cui vivrò nell'eternità. Ho una grande venerazione per San Michele Arcangelo, egli non ebbe esempi nel compiere la volontà di Dio, e tuttavia esegui fedelmente i desideri di Dio.
16 luglio.
Imparo ad essere buona da Gesù, da Colui che è la bontà stessa, affinché possa essere chiamata figlia del Padre Celeste. Oggi prima di mezzogiorno mi è capitato un grande dispiacere. In tale sofferenza ho cercato di unire la mia volontà alla volontà di Dio ed ho adorato Iddio col silenzio. Nel pomeriggio sono andata per cinque minuti all'adorazione, all'improvviso mi sono accorta che la piccola croce che ho sul petto, era viva e Gesù mi ha detto: « Figlia Mia, la sofferenza sarà per te il segno che Io sono con te ». Dopo queste parole una grande commozione entrò nella mia anima. O Gesù, o mio Maestro e Direttore spirituale, solo con Te riesco a parlare, con nessun altro è per me così facile il colloquio, come con Te, o Dio. Nella vita spirituale mi terrò sempre stretta alla mano del sacerdote. Della vita dell'anima e delle sue necessità parlerò soltanto col confessore.
alla fiducia... e l'anima con tutta la sua forza anela a Dio, ma vede quanto è misera e quanto è vano tutto ciò che la circonda. E così di fronte a quella santità, o povera anima.
Per tutto il giorno sono stata tormentata da terribIli tentazioni. Delle bestemmie premevano contro le mie labbra e provavo un avversione per tutto ciò che è santo e divino, ma lottai per tutta la giornata. Verso sera cominciò a sopraffarmi un'idea: « Perché parlare di ciò al confessore? Egli si metterà a ridere per questo ». L'avversione e lo sconforto s'impadronirono della mia anima e mi sembrava che in tale stato non potessi in nessun modo accostarmi alla santa Comunione. Un dolore così acuto colpi la mia anima, che per poco non gridai a gran voce in cappella. Tuttavia mi accorsi che c'erano le suore e decisi di andare nell'orto a nascondermi per poter almeno piangere forte. Ma improvvisamente Gesù stette vicino a me e disse: « Dove intendi andare? » . Non risposi nulla a Gesù, ma riversai davanti a Lui tutta la mia sofferenza e cessarono tutte le insidie di satana. Gesù mi disse: « La pace interiore che hai è una grazia ». E spari improvvisamente. Io mi sentii felice e tranquillizzata in modo misterioso. Per la verità far in modo che possa tornare in un attimo una tranquillità così forte, questo in realtà può farlo soltanto Gesù, Egli, l'Altissimo.
7 agosto 1936.
Quando ricevetti questo articolo sulla Misericordia di Dio insieme all'immaginetta,
la presenza di Dio penetrò in me in modo singolare. Quando m'immersi
nella preghiera di ringraziamento, ad un tratto vidi Gesù in una
grande luce, così come è dipinto ed al piedi di Gesù vidi
Padre Andrasz e Don Sopocko. Tenevano entrambi la penna in mano, e dalla punta
di entrambe le penne uscivano bagliori di fuoco, simili a lampi, che colpivano
una gran folla di gente che era spinta non so dove nel suo cammino. Appena qualcuno
veniva toccato da quel raggio, si staccava dalla folla e allungava le braccia
verso Gesù. Alcuni ritornavano con grande gioia, e altri con grande dolore
e rimpianto. Gesù guardava con tanta amabilità sia gli uni che
gli altri. Dopo un momento rimasi soltanto con Gesù e dissi: «
Gesù, prendimi ormai, poiché la tua volontà si è
già compiuta ». E Gesù mi rispose: « La Mia volontà
non si è compiuta ancora tutta in te, soffrirai ancora molto, ma Io sono
con te, non temere» . Parlo molto col Signore di Padre Andrasz e anche
di Don Sopocko, so che quello che chiedo al Signore non me lo rifiuta,
ma concede loro quello che chiedo. Ho sentito e so quanto li ama Gesù;
non descrivo ciò nei particolari, ma lo so e me ne rallegro enormemente.
15 agosto 1936.
Durante la santa Messa, che celebrò Padre Andrasz, un momento prima dell'elevazione, la presenza di Dio penetrò nella mia anima e la mia anima venne attratta verso l'altare. Ad un tratto vidi la Madonna col Bambino Gesù. Il Bambino Gesù teneva la mano della Madonna. In un momento il Bambino Gesù corse gioiosamente nel mezzo dell'altare e la Madonna mi disse: « Guarda con quanta tranquillità affido Gesù nelle sue mani così anche tu devi affidare la tua anima ed essere come una bambina di fronte a lui». Dopo tali parole la mia anima fu ripiena di una misteriosa fiducia. La Madonna era vestita con una veste bianca, singolarmente bianca, trasparente, sulle spalle aveva un manto trasparente color del cielo, cioè come l'azzurro, il capo scoperto, i capelli sciolti, stupenda, indicibilmente bella. La Madonna guardava al Padre con tanta amabilità, tuttavia dopo un momento il Padre spezzò quello stupendo Bambino ed uscì veramente sangue vivo; il Padre s'inchinò ed assunse in sé quel Gesù vivo e vero. Se Lo mangiò, non so come ciò avvenga. Gesù, Gesù, non riesco a starTi appresso, poiché Tu in un attimo mi diventi incomprensibile. La sintesi delle virtù è la volontà di Dio; chi adempie fedelmente la volontà di Dio, si esercita in tutte le virtù. In tutti i casi e le circostanze della vita adoro e benedico la santa volontà di Dio. La santa volontà di Dio è l'oggetto del mio amore. Nelle profondità più segrete dell'anima vivo della volontà di Lui, ed all'esterno agisco in quanto conosco interiormente che tale è la volontà di Dio. I tormenti, le sofferenze, le persecuzioni e le contrarietà di vario genere che provengono dalla volontà di Dio, mi sono più graditi che il successo, le lodi e i riconoscimenti che vengono dalla mia volontà. O mio Gesù, buonanotte. La campanella mi invita al riposo. Gesù mio, vedi che agonizzo dal desiderio della salvezza delle anime. Buonanotte, mio Sposo. Sono lieta perché sono più vicina di un giorno all'eternità e se domani, Gesù, mi permetterai di svegliarmi, comincerò un nuovo inno per la Tua gloria.
[sic!]. Oggi durante la meditazione mi è capitato di capire che non debbo
mai parlare delle mie esperienze interiori, che non debbo tener nascosto nulla
al direttore spirituale, che debbo pregare Dio in modo particolare, perché
conceda luce al direttore della mia anima. Do maggiore importanza alla parola
del confessore, che a tutte le illuminazioni interiori che ricevo messe assieme.
Nei tormenti più acuti affondo lo sguardo della mia anima in Gesù
Crocifisso. Non attendo aiuto dagli uomini, ma pongo la mia fiducia in Dio;
nella sua insondabile Misericordia è tutta la mia speranza.
Quanto più sento che Iddio mi trasfigura, tanto più desidero
immergermi nel silenzio. L'amore di Dio compie la sua opera nel profondo della
mia anima; vedo che ha inizio la mia missione, quella che mi ha raccomandato
il Signore.
Una volta che pregai molto i santi gesuiti, vidi improvvisamente il mio Angelo
Custode, che mi condusse davanti al trono di Dio. Attraversai grandi schiere
di santi, vidi molti volti noti, che avevo conosciuto dalle loro immagini, vidi
molti gesuiti che mi domandarono: « Di che Congregazione è
quest'anima? ». Quando risposi, mi domandarono: « Chi è il
tuo direttore? ». Risposi che era Padre Andrasz... Quando volevano
continuare a parlare, il mio Angelo Custode fece segno di tacere e passai davanti
al trono stesso di Dio. Vidi un bagliore grande e inaccessibile, vidi il posto
a me destinato nelle vicinanze di Dio, ma come sia non lo so, poiché
era coperto da una nuvola, e il mio Angelo Custode mi disse: « Qui c'è
il tuo trono, per la fedeltà nell'adempiere la volontà di Dio
».
Ora santa. Giovedì. In quell'ora di preghiera Gesù mi permise
di entrare nel Cenacolo e fui presente a quello che avvenne là. Ciò
che mi colpi più profondamente, fu il momento in cui Gesù prima
della consacrazione innalzò gli occhi al cielo ed entrò in un
misterioso colloquio col Padre Suo. Questo momento lo conosceremo adeguatamente
solo nell'eternità. I Suoi occhi erano come due fiamme, il volto raggiante,
bianco come la neve, tutto l'aspetto maestoso, la Sua anima piena di nostalgia.
Nel momento della consacrazione, l'amore appagato riposò, il sacrificio
era stato compiuto completamente. Ora avverrà soltanto la cerimonia
esteriore della morte, la distruzione esteriore, ma l'essenza avviene nel
Cenacolo. In tutta la mia vita non avevo avuto una conoscenza così profonda
di questo mistero come in quell'ora di adorazione. Oh, come desidero ardentemente
che tutto il mondo conosca questo insondabile mistero! Terminata l'ora di adorazione,
allorché mi recai nella cella, conobbi all'improvviso quanto Dio
venisse offeso da una persona vicina al mio cuore. A quella vista il dolore
mi trapassò l'anima, mi prostrai nella polvere davanti al Signore e mendicai
Misericordia. Per due ore, piangendo, pregando e flagellandomi, mi opposi al
peccato e conobbi che la Divina Misericordia aveva preso possesso di quella
povera anima. Oh, quanto costa un solo ed unico peccato!
Iddio le aveva private di molte grazie particolari. A quella vista il cuore mi si strinse per il dolore. O Gesù, quanto è triste, quando noi stessi siamo la causa della perdita delle grazie. Chi lo comprende, rimane sempre fedele.
Giovedì. Oggi, benché sia molto stanca, ho deciso di fare l'ora
santa. Non ho potuto pregare, non ho potuto nemmeno stare in ginocchio, ma rimasi
in preghiera un'ora intera e mi unii in ispirito alle anime che adorano Dio
in modo perfetto. Verso la fine dell'ora all'improvviso vidi Gesù
che mi guardò profondamente e con una dolcezza indicibile e disse: «
La tua preghiera Mi è immensamente gradita » . Dopo tali parole
entrò nella mia anima una forza misteriosa ed una gioia spirituale; la
presenza di Dio mi penetrò nell'anima da una parte all'altra. Oh! quello
che succede in un'anima quando s'incontra faccia a faccia col Signore! Questo
nessuna penna è riuscita ad esprimerlo, né mai riuscirà...
O Gesù, comprendo che la Tua Misericordia è inesprimibile, per
questo Ti supplico, rendi il mio cuore così grande che possa contenere
le necessità di tutte le anime che vivono sulla faccia della terra. O
Gesù, il mio amore va oltre il mondo, alle anime che soffrono in purgatorio
e anche per loro voglio ottenere Misericordia con le preghiere che hanno
le indulgenze. La Misericordia di Dio è sempre insondabile ed inesauribile,
come è insondabile Iddio stesso. Anche se facessi uso delle parole più
forti per esprimere la Divina Misericordia, tutto questo sarebbe nulla a confronto
di quello che essa è in realtà. O Gesù, rendi il mio cuore
sensibile ad ogni sofferenza dell'anima e del corpo del mio prossimo. O mio
Gesù, so che Tu ti comporti con noi, come noi ci comportiamo col prossimo.
Gesù mio, rendi il mio cuore simile al Tuo cuore misericordioso. Gesù,
aiutami a vivere facendo del bene a tutti...
E venuto da noi l'Arcivescovo di Wilno. Benché si sia fermato tanto poco presso di noi, ho avuto modo di parlare dell'opera della Misericordia con questo venerando sacerdote. Mi ha manifestato molta disponibilità per la causa di questa opera della Misericordia. « Lei, sorella, stia pienamente tranquilla; se è nei disegni della Divina Provvidenza, sorgerà. Nel frattempo lei preghi per un segno esterno più evidente, perché Gesù le faccia conoscere la cosa con maggior chiarezza. Attenda ancora un po'; Gesù disporrà le circostanze in modo che tutto si risolverà bene ».
Quando uscimmo dopo essere state dal medico ed entrammo un momento nella cappella che è nel sanatorio, udii nell'anima questa parola: « Bambina mia, ancora qualche goccia nel calice, fra non molto ormai ». La gioia m'inondò l'anima, questa è la prima chiamata del mio Sposo e Maestro. Il mio cuore fu pieno di tenerezza e ci fu un momento in cui la mia anima s'immerse tutta nel mare della Divina Misericordia. Prego quanto mai per le anime che hanno sofferenze intenon. Una volta ricevetti un'muminazione interiore in merito a due suore; compresi che non con tutti ci si può comportare allo stesso modo. Ci sono persone che in modo strano riescono ad entrare in amicizia e poi, come amiche, quasi volessero recar sollievo, riescono a strappare una parola dietro l'altra ed al momento opportuno usano le stesse parole per recare dispiacere. O mio Gesù, quanto è strana la debolezza umana! il Tuo amore, Gesù, dà all'anima una grande prudenza nel trattare con gli altri.
24 settembre 1936.
La Madre Superiora "mi comandò di recitare un mistero del rosario
in luogo di tutti gli altri esercizi di pietà e di andarmi a coricare
immediatamente. Non appena coricata m'addormentai di colpo, perché
ero molto stanca. Dopo un istante, tuttavia, fui svegliata dal dolore. Era un
dolore così acuto da non permettermi il minimo movimento, nemmeno quello
d'inghiottire la saliva. Durò circa tre ore. Pensai di destare la suora
novizia con cui abitavo. Riflettei però che essa non m'avrebbe potuto
portare alcun aiuto: che dormisse, dunque; sarebbe stato un vero peccato svegliarla.
M'abbandonai totalmente alla volontà di Dio, pensando che stesse
giungendo per me il giorno della morte, giorno da me desiderato. Avevo la possibilità
di unirmi a Gesù sofferente sulla croce; non ero in grado di pregare
in altro modo. Non appena il dolore fu passato, incominciai a sudare, ma non
potevo fare nessun movimento per non ricadere nello stato precedente. Al mattino
mi sentii spossata, ma fisicamente non soffrivo più. Tuttavia non fui
in grado di alzarmi per la santa Messa. Dentro di me pensavo: se, dopo dolori
simili, la morte non viene ancora, quanto devono essere grandi i dolori della
morte? Gesù, Tu sai che amo la sofferenza e desidero vuotare il calice
delle sofferenze fino all'ultima goccia e tuttavia un leggero brivido misto
a paura ha scosso la mia natura, ma subito la mia fiducia nella infinita Misericordia
di Dio si è risvegliata con tutta la sua potenza e di fronte ad essa
tutto dovette cedere, come l'ombra di fronte ad un raggio di sole. O Gesù,
quanto è grande la Tua bontà, questa Tua infinita bontà,
che conosco bene e mi permette di guardare coraggiosamente negli occhi alla
morte stessa. So che nulla può succedermi senza il Suo permesso. Desidero
esaltare la Tua infinita Misericordia in vita, nell'ora della morte, nella
resurrezione e nei secoli infiniti. + O mio Gesù, mia forza, mia pace
e riposo, nei raggi della Tua Misericordia s'immerge ogni giorno la mia anima.
Non c'è un solo momento nella mia vita in cui non tocchi con mano, o
Dio, la Tua Misericordia. Nella mia vita non faccio affidamento su nulla, ma
unicamente sulla Tua infinita Misericordia, o Signore; essa è la guida
della mia vita. La mia anima è piena della Misericordia di Dio.
Oh, quanto ferisce Gesù l'ingratitudine di un'anima eletta! Il Suo amore
ineffabile è sottoposto al martIrio. Iddio ci ama con tutto il Suo essere
infinito quale Egli è, e qui un po' di misera polvere disprezza
questo amore. Mi si spezza il cuore dal dolore, quando vengo a conoscenza di
tale ingratitudine. Una volta udii queste parole: « Figlia Mia, parla
a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa
della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente
per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia,
riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano
alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla confessione
ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene.
In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie
divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati
fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che
nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla
pur impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è
uscito dalle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà
per tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La
festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga
celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità
non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente
della Mia Misericordia ».
Una volta in cui ero tanto stanca e sofferente, ne parlai alla Madre Superiora,
ed ella rispose che dovevo familiarizzarmi con la sofferenza. Ascoltai quanto
la Madre mi disse e, subito dopo, lasciai la sua stanza. La nostra Madre Superiora
ha tanta carità per il prossimo e specialmente per le suore inferme,
come tutti riconoscono; per quanto mi concerne però, stranamente Gesù
permise che essa non mi capisse e mi mettesse alla prova molto spesso a questo
riguardo. Un giorno in cui mi sentivo molto male e andai al lavoro, mi pareva
di venir meno ogni momento e l'afa era tanto pesante che, a cagione del calore,
si sarebbe sentito male anche chi non lavorava. Che dire, quindi, quando si
lavora e si è in cattive condizioni di salute? Così, prima di
mezzogiorno sospesi il mio lavoro e guardai il cielo con grande fiducia e dissi
al Signore: « Gesù, copri il sole perché non riesco a sopportare
più a lungo questo caldo ». E all'istante, strano a dirsi, una
nuvoletta bianca copri il sole e dopo d'allora non si ebbe più una così
grande calura. Quando, poco dopo, cominciai a rimproverarmi per non aver saputo
sopportare l'afa e per aver chiesto che ne fossi sollevata, fu Gesù stesso
che, in proposito, venne a ridarmi la tranquillità.
Questa sera la presenza di Dio mi ha investito, in un attimo ho conosciuto la grande Santità di Dio. Oh, come mi ha schiacciato la grandezza di Dio, poiché nello stesso momento ho conosciuto il mio abisso e la mia nullità! E stato un grande tormento, poiché alla conoscenza segue l'amore. L'anima si slancia impetuosamente verso Dio e si trovano di fronte due amori: il Creatore e la creatura; una gocciolina che vuol misurarsi con l'oceano. In un primo istante la goccia vorrebbe racchiudere in sé l'oceano sconfinato, ma nello stesso momento viene a conoscere che è una gocciolina ed allora è vinta e passa tutta in Dio, come una goccia nell'oceano... Quest'attimo sulle prime è un tormento, ma così dolce che l'anima che lo prova ne è felice. Attualmente faccio un esame di coscienza particolare per rimanere unita a Cristo Misericordioso. Questo esercizio mi dà una forza misteriosa, il cuore è sempre unito a Colui che desidera e le azioni vengono regolate dalla Misericordia che scaturisce dall'amore. Passo ogni momento libero ai piedi di Dio nascosto nel tabernacolo. Egli è il mio Maestro, chiedo tutto a Lui, con Lui parlo di tutto, li attingo forza e luce, li imparo tutto, di li mi vengono i lumi sul modo di comportarmi col prossimo. Dal momento in cui sono uscita dal noviziato, mi sono chiusa nel tabernacolo col mio Maestro Gesù. È stato Lui stesso ad attirarmi in questo fuoco di amore vivo, attorno al quale si concentra tutto.
25.IX.1936
Provo dei dolori alle mani, ai piedi e al fianco, nei punti dove Gesù venne trafitto. Sperimento particolarmente queste sofferenze quando m'incontro con un'anima che non è in stato di grazia. Allora prego ardentemente affinché la Divina Misericordia prenda possesso di quell'anima.
Nel giorno di San Michele Arcangelo vidi questo Condottiero accanto a me, che mi disse queste parole: « Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te. Sappi che sei odiata dal male, ma non temere. Chi è come Dio? ». E scomparve. Io però sento la sua presenza ed il suo aiuto.
2.X.1936.
Primo venerdì del mese. Dopo la S. Comunione improvvisamente vidi Gesù che mi disse queste parole: « Adesso so che non Mi ami per le grazie né per i doni, ma perché la Mia volontà ti è più cara della vita. Per questo Mi unisco a te così intimamente come con nessun'altra creatura ». In un momento Gesù scomparve. La presenza di Dio inondò la mia anima; so di essere sotto lo sguardo di un Sovrano. M'immersi tutta nella gioia che proviene da Dio. Per tutto il giorno vissi in quell'immersione in Dio, senza alcun intervallo. Verso sera all'improvviso entrai in una specie di deliquio ed in una strana forma di agonia. Il mio amore desiderava essere uguale all'amore di quel Sovrano. Era attratto verso di Lui così violentemente che senza una specialissima grazia del Signore, sarebbe stato impossibile poter sopportare un così enorme carico di grazia. Ma vedo chiaramente che è Gesù stesso che mi sostiene, mi fortifica e mi rende idonea a trattare intimamente con Lui. In questo l'anima è attiva in un modo singolare.
3.X.36.
Oggi durante il rosario ad un tratto ho visto una pisside col SS.mo Sacramento. La pisside era scoperta e piuttosto abbondantemente piena di ostie. Dalla pisside uscì una voce: «Queste ostie sono state ricevute da anime convertite dalle tue preghiere e sofferenze». E subito avvertii la presenza di Dio in maniera infantile. Mi sentii stranamente una bambina. Un giorno sentii che non sarei riuscita a stare alzata fino alle nove, pregai perciò Sr. N. di darmi qualche cosa da mangiare, perché andavo a coricarmi prima, dato che non mi sentivo bene. Sr. N. mi rispose: «Lei, sorella, non è malata; hanno voluto semplicemente darle un po di riposo, fingendo che sia malata ». O mio Gesù, e pensare che la malattia è talmente avanzata, che il medico mi ha isolato dalle consorelle affinché non si comunichi ad altre, ed ecco qui come viene giudicata una persona. Ma va bene così. Tutto questo è per Te, o mio Gesù. Non voglio dilungarmi a scrivere di cose esteriori, perché non sono esse che mi motivano a scrivere. Io desidero prender nota soprattutto delle grazie, che mi concede il Signore, poiché esse non sono soltanto per me, ma per molte anime.
3.X.1936
Oggi ho ricevuto una lettera da Don Sopocko, dalla
quale ho appreso che ha intenzione di far stampare una immaginetta di Cristo
Misericordioso e mi chiede di inviargli una certa preghiera, che vuol mettere
nel retro dell'immaginetta se ottiene l'autorizzazione dell'Arcivescovo. Oh!
di quanta gioia si riempie il mio cuore per il fatto che Iddio ha permesso che
vedessi l'opera della Sua Misericordia. Oh! grande è quest'opera dell'Altissimo;
io sono soltanto il Suo strumento. Oh! quanto ardentemente desidero vedere
la festa della Divina Misericordia, che Iddio chiede insistentemente per mio
mezzo, ma se questa è la volontà di Dio; e se essa verrà
celebrata solennemente solo dopo la mia morte, io mi rallegro per questo fin
d'ora e la celebro già interiormente col permesso del confessore. + Oggi
ho visto Padre Andrasz in ginocchio, immerso in preghiera, e ad un tratto si
è presentato Gesù accanto a lui ed ha steso entrambe le mani sulla
sua testa e mi ha detto: «Egli ti condurrà, non temere».
11 ottobre.1936
Questa sera mentre scrivevo sulla grande Misericordia divina e sul grande profitto
che ne ricavano le anime, si precipitò nella cella satana con gran malvagità
e furore. Prese il paravento e cominciò a farlo a pezzi per annientarlo.
In un primo momento mi spaventai un po', ma subito con un piccolo crocifisso
feci il segno della santa croce. Immediatamente la bestia si calmò e
scomparve. Oggi non ho visto quella figura mostruosa, ma solo la sua malvagità;
è tremenda la rabbia perversa di satana. Il paravento tuttavia non era
stato né rotto né danneggiato. Continuai pertanto a scrivere in
tutta tranquillità. So bene che, senza il permesso di Dio, quel miserabile
non può toccarmi. Allora perché agisce così? Comincia ad
assalirmi apertamente con tanta rabbia e tanto odio; ma non turba la mia pace
nemmeno per un momento. Questo mio equilibrio provoca la sua rabbia malvagia.
Oggi il Signore mi ha detto: « Va' dalla Superiora e dille che desidero
che tutte le suore e le ragazze recitino la coroncina che ti ho insegnato. Devono
recitarla per nove giorni e in cappella, al fine di placare lo sdegno del Padre
Mio ed impetrare la divina Misericordia per la Polonia ». Risposi
al Signore che l'avrei detto alla Superiora, ma dovevo prima mettermi d'accordo
con Padre Andrasz e decisi quindi che, appena il Padre fosse venuto, mi sarei
accordata con lui. Quando venne il Padre, le circostanze si svolsero in modo
che non potei vederlo; tuttavia non avrei dovuto badare ad alcuna circostanza,
ma andare da lui e definire la questione. Pensai: « Lo farò la
prossima volta che verrà il Padre ». E questo non piacque affatto
a Dio. In un attimo la presenza di Dio mi abbandonò, questa grande presenza
di Dio che è in me anche in maniera sensibile. In questo momento però
mi ha abbandonato completamente, ed una specie di tenebra ha preso possesso
della mia anima, al punto che non so se sono in stato di grazia o meno. In conseguenza
di ciò per quattro giorni non mi sono accostata alla santa Comunione.
Dopo quattro giorni m'incontrai col Padre e gli raccontai tutto. il Padre
mi consolò: « Non ha perso la grazia di Dio, ma nello stesso tempo
sia fedele a Dio ». Nel momento in cui mi allontanai dal confessionale,
m'investì nuovamente la presenza di Dio come prima. Compresi che la grazia
di Dio bisogna prenderla come Dio la manda e nel modo che Egli vuole e bisogna
prenderla nella forma sotto la quale Dio ce la manda. O Gesù mio, in
questo momento faccio un proposito deciso e perenne basandomi sulla tua grazia
e Misericordia, di essere fedele anche alla più piccola delle Tue grazie.
Per tutta la notte mi sono preparata per ricevere la santa Comunione, dato
che non ho potuto dormire a causa delle sofferenze fisiche. La mia anima si
è immersa nell'amore e nella contrizione. Dopo la S. Comunione ho udito
queste parole: « Vedi quello che sei in te stessa, ma non spaventarti
per questo; se ti svelassi tutta la miseria che sei, moriresti per lo spavento;
sappi tuttavia quello che sei. Proprio perché sei una miseria così
grande, ti ho svelato tutto il mare della Mia Misericordia. Cerco e desidero
anime come la tua, ma ce ne sono poche. La tua grande fiducia verso di Me mi
costringe a concederti continuamente grazie. Hai dei grandi ed inesprimibili
diritti sul Mio Cuore, poiché sei una figlia di piena fiducia. Non potresti
sopportare l'enormità dell'amore che ho per te, se te lo svelassi qui
in terra in tutta la sua pienezza. Spesso sollevo per te un lembo del velo,
ma sappi che questo è soltanto una Mia grazia eccezionale. Il Mio amore
e la Mia Misericordia non conoscono limiti ». Oggi ho udito queste
parole: «Sappi, bambina Mia, che per riguardo a te concedo grazie
a tutto il territorio circostante, ma tu devi ringraziarMi per loro, poiché
essi non Mi ringraziano per i benefici che concedo loro. In base alla tua riconoscenza,
continuerò a benedirli ». O Gesù mio, Tu sai quanto
è pesante la vita di comunità, quante incomprensioni, quanti malintesi,
nonostante talvolta vi sia la più sincera volontà da ambo
le parti, ma questo è un tuo mistero, o Signore, che noi conosceremo
nell'eternità. I nostri giudizi tuttavia dovrebbero essere sempre miti.
Avere un direttore spirituale è una grande grazia, una grazia di Dio
enormemente grande. Sento che ora da sola non saprei affrontare la vita spirituale.
Grande è la potenza del sacerdote; ringrazio Iddio incessantemente per
avermi dato un direttore spirituale.
Oggi ho udito queste parole: « Vedi quanto sei debole? E quando potrò
contare su di te? ». Risposi: « Gesù, Tu resta sempre
con me, dato che io sono la Tua piccola bimba; Gesù, Tu lo sai quello
che fanno i bambini».
Oggi ho udito queste parole: « Le grazie che ti concedo non sono soltanto
per te, ma anche per un gran numero di anime... E nel tuo cuore c'è la
Mia stabile dimora; nonostante la miseria che sei, Mi unisco a te, ti tolgo
la tua miseria e ti do la Mia Misericordia. In ogni anima compio l'opera della
Misericordia e più è grande il peccatore, tanto maggiori sono
i diritti che ha alla Mia Misericordia. Chi confida nella Mia Misericordia non
perirà, poiché tutti i suoi problemi sono Miei ed i nemici s'infrangeranno
ai piedi del Mio sgabello ». Il giorno prima degli esercizi spirituali
cominciai a pregare affinché Gesù mi concedesse almeno un po'
di salute, per poter partecipare agli esercizi; poiché mi sento così
male che forse saranno gli ultimi per me. Però appena cominciai a pregare,
provai subito una strana insoddisfazione, perciò interruppi la preghiera
di supplica e cominciai a ringraziare il Signore per tutto quello che mi
manda, sottomettendomi completamente alla Sua santa volontà. Allora sentii
nell'anima una profonda pace.
La fedele sottomissione sempre e ovunque alla volontà di Dio, in tutti
i casi e le circostanze della vita, rende a Dio una grande gloria. Tale sottomissione
alla volontà di Dio, ai Suoi occhi ha un valore maggiore di lunghi digiuni
e mortificazioni e delle più rigide penitenze. Oh, guanto grande
è la ricompensa per un solo atto di amorevole sottomissione alla
volontà di Dio! Mentre scrivo queste cose, la mia anima rimane estasiata,
pensando a quanto Iddio l'ama e a quanta pace gode l'anima già su questa
terra.
+ G.M.G. Cracovia, 1936 O VOLONTA’ DI DIO, SII IL MIO AMORE! + ESERCIZI SPIRITUALI DI OTTO GIORNI 20.X.1936.
Gesù mio, oggi mi ritiro nel deserto per parlare solo con Te, o mio
Maestro e Signore. Taccia la terra, Tu solo parli a me, o Gesù. Tu sai
che non comprendo altra voce all'infuori della Tua, o buon Pastore. Nella dimora
del mio cuore c'è il deserto, dove nessuna creatura può entrare.
Tu solo vi sei Re. Quando andai in cappella per cinque minuti di adorazione,
chiesi a Gesù come dovevo fare questi esercizi spirituali. All'improvviso
sentii nell'anima questa voce: “Desidero che ti trasformi tutta in
amore e arda nel fuoco come una pura vittima d'amore”… O Verità
Eterna, concedimi un raggio della Tua luce, per conoscere Te, Signore, ed esaltare
degnamente la Tua infinita Misericordia e nello stesso tempo fammi conoscere
me stessa e tutto l'abisso di miseria che sono.
Ho scelto per patroni durante questi esercizi spirituali, S. [sic!] Claudio
de la Colombière e S. Geltrude, perché intercedano incessantemente
per me presso la Madonna ed il Salvatore Misericordioso. In questa meditazione
sulla creazione ... in un attimo la mia anima si è unita al Suo Creatore
e Signore. Durante questa unione ho conosciuto il mio scopo e la mia destinazione.
Il mio scopo è quello di unirmi intimamente a Dio attraverso l'amore
e la mia destinazione è quella di adorare ed esaltare la Misericordia
di Dio. Il Signore me l'ha fatto conoscere chiaramente e sperimentare in modo
avvertibile anche fisicamente. Non finisco di stupirmi, quando conosco ed esperimento
l'amore sconfinato che Dio ha per me. Chi è Dio? E chi sono io? Altro
non posso pensare. Solo l'amore comprende questo incontro e l'unione di questi
due spiriti, cioè Dio Spirito e l'anima della creatura. Più Lo
conosco, più mi sprofondo in Lui con tutta la potenza del mio essere.«
Durante questi esercizi ti terrò continuamente accanto al Mio Cuore,
in modo che conosca meglio la Misericordia che ho per gli uomini e specialmente
per i poveri peccatori ». Il giorno in cui cominciarono gli esercizi
spirituali venne a trovarmi una suora che era venuta per pronunciare i voti
perpetui, e mi confidò che non aveva affatto fiducia in Dio e che si
abbatteva per un nonnulla. Le risposi: « Ha fatto bene, sorella, a dirmelo,
pregherò per lei ». E le dissi alcune parole e quanto dispiaccia
a Gesù la mancanza di fiducia ed in particolare da parte di un'anima
eletta. Mi rispose che a cominciare dai voti perpetui, si sarebbe esercitata
nella fiducia. Ora so che perfino anime elette e già avanti nella vita
religiosa e spirituale, non hanno il coraggio di fidarsi completamente di Dio.
E ciò avviene perché poche anime conoscono l'insondabile Misericordia
di Dio e la Sua grande bontà.
La grande Maestà di Dio, che è penetrata in me oggi e ancora mi
penetra, mi ha procurato un grande timore, ma un timore reverenziale e non un
timore servile che è una cosa ben diversa dal timore reverenziale. Il
timore reverenziale è sorto oggi nel mio cuore dall'amore e dalla conoscenza
della grandezza di Dio e questa è una grande gioia per l'anima. L'anima
trema di fronte alla più piccola offesa di Dio, ma questo non la turba
né le offusca la felicità. Dove governa l'amore, li tutto va bene.
Mi capita che mentre ascolto la meditazione, una parola m'introduce in una più
stretta unione col Signore e non so più quello che dice il Padre. So
che mi trovo accanto al misericordiosissimo Cuore di Gesù, il mio spirito
s'immerge totalmente in Lui e vengo a conoscere in un attimo più cose
di quante potrei conoscerne dopo lunghe ore di ricerche intellettuali o di meditazione.
Sono lampi improvvisi di luce, che mi fanno conoscere una cosa come la vede
Iddio, sia per quanto concerne il mondo interiore, come pure quello esterno.
Vedo che Gesù opera Lui stesso nella mia anima durante questi esercizi
spirituali; io cerco soltanto di essere fedele alla Sua grazia. Ho affidato
l'anima completamente all'influsso di Dio. Questo Sovrano celeste si è
impossessato totalmente della mia anima. Sento che vengo trasportata al di sopra
della terra e del cielo, nella vita intima di Dio, dove conosco il Padre, il
Figlio e lo Spirito Santo, ma sempre nell'unità della Maestà.
Mi chiuderò nel calice di Gesù, al fine di confortarLo continuamente.
Fare tutto ciò che sarà il mio potere per salvare le anime, farlo
attraverso la preghiera e la sofferenza.
Cerco di essere sempre come Betania per Gesù, affinché dopo le
numerose fatiche possa riposare. Nella santa Comunione trovo un'unione così
stretta ed indicibile che, se anche volessi descriverla, non troverei le espressioni
adatte. Questa sera ho visto Gesù nell'aspetto che aveva durante la Sua
Passione. Aveva gli occhi rivolti al Padre Suo e pregava per noi.
Sebbene fossi malata, oggi ho deciso di fare come al solito l'ora santa. Durante
tale ora ho visto Gesù flagellato alla colonna. Durante quella tremenda
tortura, Gesù pregava e dopo un momento mi ha detto: «Sono poche
le anime che meditano sulla Mia Passione con vero sentimento. Alle anime che
meditano devotamente sulla Mia Passione, concedo il maggior numero di grazie.
Senza un Mio aiuto particolare, non sei nemmeno capace di ricevere le Mie grazie;
sai che cosa sei ». Oggi dopo la santa Comunione ho parlato moltissimo
con Gesù di persone che mi sono particolarmente care. Tutto ad un tratto
ho udito queste parole: « Figlia Mia, non ti sforzare con tale loquacità.
Quelli che tu ami in modo particolare, anch'io li amo in modo particolare e
per riguardo a te, li colmo con le mie grazie. Mi fai piacere quando Mi parli
di loro, ma non farlo con sforzi eccessivi ».
O Salvatore del mondo, mi unisco alla Tua Misericordia. O mio Gesù, unisco
tutte le mie sofferenze alle Tue e le depongo nel tesoro della Chiesa per il
bene delle anime. Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi
dell'inferno. E un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente
grande. Queste le varie pene che ho viste: la primapena, quella
che costituisce l'inferno, è la perdita di Dio; la seconda
, i continui rimorsi di coscienza; laterza, la consapevolezza
che quella sorte non cambierà mai; la quartapena è
il fuoco che penetra l'anima, ma non l'annienta; è una pena terribile:
è un fuoco puramente spirituale acceso dall'ira di Dio; la quinta
pena è l'oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché
sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il
male degli altri ed il proprio; la sestapena è la compagnia
continua di satana; la settimapena è la tremenda disperazione,
l'odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene
che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti.
Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi.
Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda e
indescrivibile. Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni
supplizio si differenzia dall'altro. Sarei morta alla vista di quelle orribIli
torture, se non mi avesse sostenuta l'onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia
che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l'eternità.
Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun'anima si giustifichi
dicendo che l'inferno non c'è, oppure che nessuno c’è mai
stato e nessuno sa come sia. Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata
negli abissi dell'inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare
che l'inferno c'è. Ora non posso parlare di questo. Ho l'ordine da Dio
di lasciarlo per iscritto. I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di
me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi. Quello che ho scritto è
una debole ombra delle cose che ho visto. Una cosa ho notato e cioè che
la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci
fosse l'inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento,
al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per
questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco
incessantemente la Misericordia di Dio per loro. O mio Gesù, preferisco
agonizzare fino alla fine del mondo nelle più grandi torture, piuttosto
che offenderTi col più piccolo peccato.
“Figlia Mia, se per tuo mezzo esigo dagli uomini il culto della Mia Misericordia, tu devi essere la prima a distinguerti per la fiducia nella Mia Misericordia. Esigo da te atti di Misericordia, che debbono derivare dall'amore verso di Me. Devi mostrare Misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né rifiutarti né giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare Misericordia verso il prossimo: il primo è l'azione, il secondo è la parola, il terzo la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della Misericordia ed è una dimostrazione irrefutabile dell'amore verso di Me. In questo modo l'anima esalta e rende culto alla Mia Misericordia. Sì, la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia Misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta. Per mezzo di questa immagine concederò molte grazie alle anime, essa deve ricordare le esigenze della Mia Misericordia, poiché anche la fede più forte, non serve a nulla senza le opere”. O mio Gesù, aiutami Tu direttamente in tutto, poiché vedi quanto sono piccolina e per questo conto unicamente sulla Tua bontà, o Dio.
ESAME DI COSCIENZA PARTICOLARE.
Unione con Cristo Misericordioso. Col cuore abbraccio il mondo intero e specialmente i paesi selvaggi e perseguitati; per essi chiedo Misericordia. Due propositi di carattere generale. Primo: cercare il raccoglimento interiore ed osservare rigorosamente la regola del silenzio. Secondo: fedeltà alle ispirazioni interiori; tradurle in vita e in azioni secondo il parere del direttore spirituale. Durante questa malattia desidero adorare la volontà di Dio e, per quanto sarà in mio potere, cercherò di prendere parte a tutte le pratiche di pietà che si fanno in comune. Per ogni dispiacere e sofferenza ringrazierò ardentemente il Signore.
Sento spesso che all'infuori di Gesù, non ho aiuti da nessuna parte, benché qualche volta abbia molto bisogno di chiarimenti in merito alle richieste del Signore. Questa sera improvvisamente ho ricevuto uno sprazzo di luce da Dio in merito ad una certa questione. Per dodici anni avevo riflettuto su una certa questione e non ero riuscita a comprenderla. Oggi Gesù mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli è piaciuto.
FESTA DI CRISTO RE. 25.X.1936.
Durante la santa Messa mi ha investito un tale ardore interiore d'amor di Dio e per la salvezza delle anime, che non riesco ad esprimere. Sento che sono tutta un fuoco, che combatterò contro ogni male con l'arma della Misericordia. Ardo dal desiderio di salvare le anime; percorro tutto il mondo in lungo e in largo e m'inoltro fino agli estremi di esso, fin nei luoghi più selvaggi, per salvare le anime. Lo faccio mediante la preghiera ed il sacrificio. Desidero che ogni anima esalti la Misericordia di Dio, poiché ognuno sperimenta su di sé gli effetti di tale Misericordia. I santi in cielo adorano la Misericordia del Signore, io desidero adorarla fin d'ora qui in terra e diffonderne il culto, come Dio lo vuole da me. Mi sono resa conto che in certi momenti e nei più difficili sarò sola, abbandonata da tutti e dovrò far fronte a tutte le tempeste e combattere con tutte le forze dell'anima, perfino contro coloro dai quali mi attendevo un aiuto. Ma non sono sola, con me c'è Gesù; con Lui non ho paura di nulla. Mi rendo bene conto di tutto e so quello che Dio vuole da me. La sofferenza, il disprezzo, lo scherno, la persecuzione, l'umiliazione saranno la mia porzione stabile, non conosco altra via; per un amore sincero, l'ingratitudine. Questa è la strada che devo battere, seguendo le orme di Gesù. Gesù mio, mia forza ed unica mia speranza, sì, in Te solo c'è tutta la mia speranza; la mia fiducia non rimarrà delusa. Il giorno della rinnovazione dei voti. La presenza di Dio penetra nella mia anima in modo non solo spirituale, ma l'avverto anche fisicamente.